La merenda quella giusta e nutriente per i nostri bambini

La merenda è una carica di energia tra due pasti principali, pertanto non dovrebbe superare il 10% delle calorie quotidiane. Non esiste una merenda perfetta, ogni spuntino, deve essere infatti regolato in base alle necessità ,tenendo conto del sesso, dell’età e dell’attività sportiva svolta. La merenda  può essere considerata uno” spezzafame “in quanto permette di non arrivare con un senso di fame incontrollabile al pasto. Per questo motivo , non deve essere troppo vicina al pranzo o alla cena.

 

Quale merenda scegliere

 

E’ sempre importante rispettare i gusti del bambino. Frutta e verdura di stagione non dovrebbero mai mancare per garantire un corretto apporto di vitamine, sali minerali e fibre. Sarebbe utile una fonte di carboidrati complessi, ideali sono il pane con la marmellata o il miele, i cereali consumati da soli o con aggiunta di latte o yogurt. Se invece si preferisce una merenda salata, basta qualche fetta di pane con il formaggino o con il pomodoro. In questo modo garantiamo al bambino il corretto apporto di calcio, potassio, zinco, fosforo e magnesio. La frutta secca è un ottimo ingrediente da aggiungere alla frutta o alla yogurt per arricchire la merenda.

 

Gli snack confezionati come merendine, biscotti e patatine, sono da evitare in quanto ricchi di grassi saturi poco sani per i bambini.

 

La bevanda per eccellenza è l’acqua. In alternativa una spremuta fresca o un centrifugato di frutta e verdura consente il pieno di antiossidanti; se il bambino lo preferisce anche una tisana o il the possono essere utilizzati facendo attenzione alla porzione di zucchero aggiunto.

 

Non esiste la merenda perfetta ma quella più adeguata. Il consiglio è quello di preparare insieme al bambino piatti semplici dando spazio alla nostra fantasia creando intimità , complicità e ricordi preziosi in tempi frenetici come questi!

 

Vincenzo Di Raimondo – Esperto in Nutrizione Pediatrica

 

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L’importanza dello sport nei bambini!

Tempo di lettura: 2 minuti  

 

Si pensa erroneamente che si possa iniziare uno sport in età scolare, in realtà anche i bambini piccoli necessitano di movimento quotidiano.

 

Il principale consiglio per i genitori è di farli divertire senza l’aspettativa di farli diventare dei “fuoriclasse”.

 

Lattanti (0-1 anno)

 

I bambini in questa fascia di età vanno incoraggiati al movimento ed all’esplorazione dell’ambiente circostante, è consigliabile dall’età di 4-5 mesi porli su un tappeto standogli accanto, stimolando vista, tatto ed udito ciò consente di valutare le capacità neuro-motorie.

 

Attività consigliate: tentativi di afferrare giocattoli, rotolare e strisciare sul pavimento.

 

Prima infanzia (1- 3 anni) 

 

In questa età il bambino dovrebbe svolgere almeno 3 ore di movimento al giorno ;un corso di pre -atletica per esempio permetterà al bambino di giocare, muoversi liberamente e correre, in tal modo avrà migliorato lo sviluppo motorio e la coordinazione.

 

Attività consigliate nel quotidiano: salire le scale, limitare l’uso del passeggino, giocare all’aperto.

 

Seconda infanzia (maggiore di 4 anni)

 

A questa età possiamo indirizzarlo verso uno sport più strutturato; il bambino imita tutto ciò che vede, se i genitori sono attivi e praticano uno sport, molto probabilmente farà più movimento e manterrà questa sana abitudine anche da adulto.

 

Attraverso lo sport il bambino socializza e veicola la propria energia verso un obiettivo comune nel caso di uno sport di squadra.

 

Attività consigliate: gioco all’aperto, nuoto, corsa, danza, tennis, calcio.

 

Un aspetto fondamentale dell’attività fisica è l’idratazione: l’acqua è la bevanda per eccellenza.

 

La valutazione delle abitudini alimentari dovrebbe essere effettuata almeno una volta l’anno, sia nel bambino che nell’adolescente, per rilevare eventuali errori dovuti ad eccessi o carenze.

 

Un aspetto rilevante è una corretta ripartizione degli alimenti durante la giornata, ovvero cinque pasti con la seguente distribuzione calorica : 15% colazione, 5% spuntino, 40% pranzo, 10% merenda, 30% cena, evitando così prolungati periodi di digiuno.

 

Saper coinvolgere il bambino nei lavori domestici o nelle attività all’aperto, come una passeggiata al mare o in montagna, permettono al piccolo di esplorare l’ambiente circostante, muoversi liberamente, stimolare le proprietà percettive, olfattive ed uditive con importanti implicazioni di ordine fisico, psicologico ed educativo: il movimento è salute.

 

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