Le proteine

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Perché abbiamo bisogno delle proteine? Come possiamo essere sicuri di mangiarne a sufficienza? Te lo spieghiamo in breve 🙂

Cosa sono le proteine?

Ci sono tre nutrienti di cui abbiamo bisogno in grandi quantità: proteine, carboidrati e grassi. Le proteine ​​del corpo sono costituite da lunghe catene di sostanze chimiche chiamate amminoacidi.

Gli amminoacidi possono essere suddivisi in due gruppi: aminoacidi non essenziali, che possono essere prodotti dall’organismo e aminoacidi essenziali, che non possono essere prodotti dall’organismo e devono necessariamente essere introdotti tramite la dieta.

 

 

Perchè ne abbiamo bisogno?

 

Le proteine ​​vengono utilizzate per le seguenti funzioni:

  • Costituiscono la struttura del collagene e dell’elastina, presenti nella pelle, nelle unghie e nei capelli
  • Mantenimento, riparazione e crescita di tessuti, collagene e ossa
  • Produrre ormoni, come l’insulina, ed enzimi che svolgono le reazioni chimiche nelle cellule del corpo
  • Produrre anticorpi per proteggersi dai virus
  • Trasportare ossigeno in tutto il corpo sotto forma di emoglobina nel sangue.

Queste lunghe catene vengono costantemente spezzate, quindi il tuo corpo deve sostituirle ogni giorno.

 

 

Quante proteine ​​dovremmo mangiare?

 

La raccomandazione per gli adulti, sedentari, è di assumere 1,2g di proteine ​​per chilogrammo di peso corporeo al giorno. Per una persona che pesa circa 75 kg, si tratta di circa 90g / giorno.

Neonati e bambini, donne incinte, donne che allattano e persone in convalescenza, avranno bisogno di assumere un po’ più di proteine. Questo perché il loro organismo va incontro a processi di crescita, guarigione o produzione di nuove cellule.

 

La richiesta proteica entra in gioco anche nel caso in cui si volesse stimolare l’aumento della massa muscolare o si pratichi sport in generale. Molti utilizzano shaker e frullati ma la verità è che la maggior parte di noi ottiene tutte le proteine ​​di cui ha bisogno dal cibo. Se hai obiettivi specifici legati allo sport, chiedi al tuo nutrizionista di fiducia.

 

 

Dove possiamo trovare le proteine ​​negli alimenti?

Pesce, carne e latticini contengono tutti e nove gli amminoacidi essenziali. Questi prodotti di origine animale sono noti come “proteine ​​complete“.

Alcune proteine, come la carne rossa, sono molto ricche di grassi saturi, quindi è consigliabile non mangiare cibi a base di manzo, agnello o maiale più di due volte a settimana. Prova a scegliere carni magre, pollo, pesce e latticini a basso contenuto di grassi come fonte primaria di proteine ​​di origine animale.

 

I prodotti animali sono densi di proteine. L’elenco seguente mostra un esempio dei tipi di alimenti che le contengono, e quante ne contengono per 100 g:

  • Petto di pollo (grigliato senza pelle): 32g
  • Bistecca di manzo (magra, alla griglia): 31 g
  • Salmone (alla griglia): 24,2 g
  • Uova: 12,5 g
  • Ricotta: 12,5 g

 

Alcune fonti di proteine ​​vegetali contengono tutti e nove gli amminoacidi essenziali e sono note come proteine ​​complete: semi di soia, quinoa, miglio, avocado, spirulina. Tuttavia, la maggior parte delle proteine ​​vegetali contiene solo alcuni amminoacidi essenziali, quindi sono note come “proteine ​​incomplete”. Il nutrizionista può aiutarti ad associare bene gli alimenti

I prodotti a base vegetale tendono a contenere meno grammi di proteine ​​per 100 g rispetto ai prodotti animali.

  • Mandorle: 21,1 g
  • Ceci: 8,4 g
  • Lenticchie rosse: 7,6 g
  • Quinoa: 4,4 g
  • Riso integrale: 2,6 g

 

Se assumi prodotti animali, la tua dieta conterrà probabilmente molte proteine ma, come dicevamo, se sei vegetariano o vegano, mangiare proteine ​​in combinazione ti assicurerà di ottenere tutti gli amminoacidi essenziali, alcuni esempi:

  • Cereali integrali (riso integrale, quinoa, pane integrale) con legumi – tortilla integrale con fagioli, o crema di ceci e riso integrale, o insalata di quinoa con lenticchie
  • Legumi (fagioli, piselli, lenticchie) con latticini (latte, formaggio, yogurt) – fagioli al forno con formaggio grattugiato
  • Legumi con semi e noci – hummus (ceci) o insalata mista di fagioli condita con olio di semi di lino
  • Latticini con cereali integrali – panino al formaggio con pane integrale o porridge con latte

 

NOTA BENE: Dal momento che il tuo corpo non può immagazzinare troppe proteine, è meglio assumere piccole quantità ad ogni pasto o fare uno spuntino ricco di proteine, per garantire un buon apporto durante la giornata.

Dieta ed esercizio – Introito calorico e spesa calorica

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Si dice che la matematica può spiegarti l’universo, ma può anche spiegarti perché non riesci a raggiungere il tuo obiettivo di peso!

Se il tuo indice di massa corporea o la tua percentuale di grasso sono un po’ alti (o un po’ bassi), raggiungere un peso ideale, in modo sano, dovrebbe essere una delle tue priorità. Certo, è più facile a dirsi che a farsi, perché siamo vittime di valutazione calorica molto complessa da fare.

 

 

UNA STORIELLA PER TE

 

Diamo il benvenuto a Luca, il nostro compagno di viaggio!

Luca ha 40 anni, è alto 1,75, pesa 100 kg ed ha una percentuale di grasso corporeo del 32%. Seguendo un semplice calcolo, il suo indice di massa corporea (BMI) ricade all’interno della fascia degli obesi.

Luca è un direttore di banca di successo, molto impegnato, e il lavoro gli impedisce di svolgere attività fisica.

  • Il suo metabolismo basale (BMR – Calorie che brucia a riposo) è di 2000 Kcal, che diventano 2200 aggiungendo le attività giornaliere di base come camminare etc.
  • Secondo il suo diario alimentare scopriamo che Luca assume 3000 kcal al giorno. In altre parole, 800 kcal in più rispetto a quante ne consuma.

Sembra chiaro che tutte le calorie in eccesso vengono trasformate in grasso dal suo organismo e, in queste condizioni, non può mantenere il suo peso attuale, figuriamoci perderlo!

 

 

DEFINIRE L’OBIETTIVO

 

Sappiamo che la base, per un successo a lungo termine, è rappresentata da una perdita di peso iniziale tra 500 gr e 1 kg a settimana circa, rendendo sostenibile il cambiamento dello stile di vita.

Va altresì considerato che un deficit calorico superiore alle 500 kcal giornaliere è deleterio a lungo termine. In altre parole, se Luca vuole aumentare il deficit calorico (>500 kcal) non deve mangiare ancora meno, ma deve muoversi di più.

 

 

IL CAMBIAMENTO

 

Un obiettivo sostenibile per Luca potrebbe essere quello di perdere 10 kg di grasso in quattro mesi. Certo, può sembrare ambizioso, ma lui è pronto a cambiare ed ha anche il supporto della partner.

Ripercorrendo la storia di Luca, ricordiamo che ha un surplus calorico di 800 kcal al giorno delle quali deve assolutamente liberarsi, e che per perdere 10 kg di grasso deve consumare 90.000 kcal in 4 mesi (750 kcal al giorno)

In sostanza dovrà eliminare 1500 kcal al giorno (800 + 700) per 4 mesi ma, come dicevamo in precedenza, un deficit calorico sano non deve superare le 500 kcal giorno. Ciò vuol dire che le altre 1000 kcal dovrebbero essere consumate attraverso il movimento e l’attività fisica

 

 

EVOLUZIONE

 

Luca sta perdendo peso ed è più in forma. Il suo metabolismo aumenta (significa che brucia più calorie a riposo), e con esso anche la sua motivazione. Al prossimo controllo, il metabolismo di Luca viene testato nuovamente e sul risultato vengono modificate dieta ed esercizio fisico.

 

 

RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO

 

Le cifre viste per Luca sembreranno scoraggianti, ma in realtà sono la risultante di piccolissimi ma continui cambiamenti giornalieri. Non sappiamo sa se Luca raggiungerà il suo risultato al 100%, ma sarà comunque un miglioramento significativo.

Luca ci insegna, dunque, che se non sei pronto a impegnarti a cambiare, le probabilità di successo sono basse.

 

 

POSSIAMO AIUTARTI?

 

Qui di seguito ti suggeriamo un piccolo test che puoi fare per capire se sei pronto a farti aiutare da noi!

Si chiamano “fasi del cambiamento” e sono:

  • Pre-contemplazione: non hai ancora considerato il cambiamento, potresti mollare con alte probabilità
  • Contemplazione: stai ancora valutando i pro e i contro del cambiamento. Non sai se ne vale la pena
  • Preparazione: sembri essere pronto a sperimentare piccoli cambiamenti e inizia a piacerti l’idea di una sfida
  • Azione: sei fortemente deciso a intraprendere un’azione definitiva per cambiare il tuo stile di vita
  • Mantenimento: riconosci il vantaggio del cambiamento, ti motiva e ti sforzi a mantenerlo.

 

 

CONSIGLI

 

Guarda un po’! Luca è arrivato al termine del suo percorso, ha perso 8 kg di grasso corporeo, l’80% del suo obiettivo iniziale, ma oggi è comunque una persona più attiva, più sana e più felice.

Ecco i consigli che Luca si sente di darti:

  • La maggior parte degli alimenti contiene l’etichetta delle Kcal per porzione. Sostituisci gli alimenti con alternative a basso contenuto calorico, ove possibile. In questo modo non è necessario interrompere un’abitudine del tutto, puoi semplicemente modificarla. Dieta non vuol dire togliere calorie, ma fare scelte sane!
  • Se non riesci ad andare in palestra ogni mattina o ogni sera, aggiungi un’attività varia alla tua giornata
  • Prova ad andare al lavoro in bicicletta
  • Se a lavoro sei come Luca, alzati e muoviti ogni ora. Esistono ormai smartwatch che te lo ricordano! Cammina su e giù per una rampa di scala o fai una passeggiata di 20 minuti in pausa pranzo
  • Creati un gruppo di amici per giocare una volta a settimana a calcio o a tennis
  • Rivolgiti al team micros!

Ad maiora!

“Fat but Fit”! Obesi ma in salute! Mito o realtà?

Fat but Fit” è una frase utilizzata nei paesi anglosassoni per descrivere un dibattito attivo ormai da oltre un decennio.

 

Ma cosa vuol dire? Di cosa stiamo parlando?

 

Il significato letterale è “Grasso ma in salute”, infatti come detto in precedenza, nell’ultimo decennio, si è sempre affermato che l’obesità non fosse una situazione di gravità estrema se non associata a patologie metaboliche o cardiovascolari esistenti.

 

In altre parole, se sei obeso ma non soffri di diabete di tipo 2, di ipertensione o di colesterolo alto, potresti essere trattato come un normopeso in salute. Peccato che prove crescenti suggeriscono che essere obesi ma in “salute” è comunque un fattore di rischio per la salute futura, indipendentemente dal resto.

 

Abbiamo preso in considerazione due studi in particolare (li trovi tra le referenze), di cui il primo (1) basato su un campione di 18.000 partecipanti provenienti da dieci paesi europei. Tale studio ha rilevato che le persone obese in “salute” hanno un rischio più elevato di sviluppare una patologia coronarica rispetto alle persone sane e normopeso.

 

Il secondo studio (2), invece, ha maggiormente approfondito questo aspetto. Ad oggi, è il più grande studio prospettico effettuato sugli obesi sani. Il campione è di 3,5 milioni di persone, a partire dai 18 anni di età (Gli obesi dovevano essere privi di condizioni patologiche)

 

Rispetto al precedente, è stata analizzata l’associazione tra obesità (in salute) e sviluppo di coronaropatia, ictus, insufficienza cardiaca e malattie vascolari periferiche. Inoltre, durante un periodo di follow-up, si è valutato il mantenimento nel tempo delle condizioni di salute degli obesi sani.

 

Bene! Anzi, male!

 

Durante il periodo di follow-up, il 6% degli obesi sani si è ammalato di diabete, il 12% di dislipidemia e l’11% di ipertensione.

 

Non solo! Rispetto ai normopeso in salute, gli obesi hanno ottenuto un 49% di rischio maggiore di sviluppare malattie coronariche, un 7% maggiore di avere un ictus e, udite udite, il 96% in più di avere un’insufficienza cardiaca.

 

 

Questi risultati, tra l’altro, non hanno correlazione con fattori esterni quali età, sesso, fumo e condizioni socio-economiche, in quanto sono già stati presi in considerazione.

 

Dunque si può essere “Fat but Fit”?

 

No!

 

Certo, un caso su un miliardo potrebbe godere di un codice genetico da Capitan America e vivere fino a 150 anni, ma per il resto possiamo ormai affermare che essere obesi ma in “salute” NON e’ una condizione benigna.

 

Fortunatamente, la ricerca scientifica sta studiando in maniera più approfondita soluzioni mediche tecnologicamente avanzate, come Elipse, (Lo trovi a questo link https://bit.ly/2QBKxoa ) per contrastare, questa patologia.

 

Il tentativo è di mettere a disposizione di tutti, gli strumenti non invasivi per iniziare a vivere una vita più attiva, più sana e più felice

 

Andrea Romeo e Michele Rosa

 

Referenze:

 

(1) Lassale, Camille, et al. “Separate and Combined Associations of Obesity and Metabolic Health with Coronary Heart Disease: a Pan-European Case-Cohort Analysis.” European Heart Journal, vol. 39, no. 5, 2017, pp. 397–406., doi:10.1093/eurheartj/ehx448.

 

(2) Caleyachetty R. et al “Metabolically Healthy Obese and Incident Cardiovascular Disease Events Among 3.5 Million Men and Women.” Journal of the American College of Cardiology, Elsevier, 11 Sept. 2017, www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0735109717390502.

 

 

 

 

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Sovrappeso e Obesità: I Nuovi Stili di Vita

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“La gola è uno dei sette peccati capitali” ma ciò non ci autorizza a servirci del cibo per scopi lontani dal concetto puro e semplice di nutrizione.

 

È importante infatti distinguere al giorno d’oggi le persone affette da “malnutrizione” (o “ipernutrizione”, che chiaramente sfocia nel patologico) e quelle che risultano “denutrite” (come accade nei paesi poveri).

 

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) durante l’ultimo Obesity Day (Ottobre 2017) ha ribadito la gravità della situazione in cui si trovano ormai migliaia di persone.

 

3 su 10 sono sovrappeso, 1 su 10 è obeso.

 

Ciò significa che più del 45% della popolazione ha scompensi alimentari che potrebbero versare in altrettanti squilibri salutari.

 

Cosa succede nella patria della “Dieta Mediterranea”?

 

Vengono sovvertiti i parametri nutrizionali e abitudinari che dovrebbero mantenere un organismo in salute.

 

Viene spontaneo pensare che nell’arco di 200 anni, dagli inizi dell’Ottocento ai primi anni 2000, sono state tantissime le scoperte di alimenti nuovi e di trasformazioni alimentari.

 

Non possiamo però affermare che si è trattato sempre di un plusvalore nel settore alimentare!

 

Chi è ancora il protagonista di questa evoluzione/involuzione alimentare?

 

L’essere umano, cioè la sua capacità di scegliere un alimento rispetto ad un altro.

 

A questi fattori si aggiunge anche lo zucchero, che si sa, insieme ai grassi, è un’importante fonte energetica per il nostro organismo.

 

Fin qui sembrerebbe tutto a posto ma un consumo eccessivo di questo elemento non ha di sicuro conseguenze positive.

 

I Fast-food sono in primis coloro che propongono un tipo di alimentazione “veloce e necessaria” che ha rivoluzionato l’idea salutare di “mangiare”.

 

Un corpo che assume più zuccheri di quanto dovrebbe non è in salute anzi è a rischio di molte patologie come il sovrappeso e l’obesità.

 

Quali sono le altre cause che hanno concorso allo sviluppo del sovrappeso e dell’obesità?

 

Gli stili di vita più sedentari, l’avvento della tecnologia che influisce sia sulla sfera lavorativa che sulle scelte individuali, le strategie di marketing e il binomio povertà/ricchezza dei cibi che spesso ci fa scegliere “il più dannoso solo perché più economico”.

 

Micros su questa situazione prende una posizione netta e definita.

Si staglia totalmente contro un’alimentazione insana e nociva, ed è contro anche gli stili di vita sedentari, cioè dove l’inattività fa da padrone.

 

Nessun corpo sta bene se non ha solleciti dal mondo esterno, se non svolge attività fisica e se non mangia sano.

 

Il nostro territorio è la madre di alimenti biologici, energici, salutari, di sterminati campi e di buona carne allevata naturalmente.

 

Vuoi schierarti anche tu dalla parte di Micros?

 

Il nostro staff può aiutarti a prendere consapevolezza e a indirizzarti verso la strada giusta: quella del vivere bene e del mangiare sano.

 

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Una catena è forte tanto quanto il suo anello più debole!

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Ogni giorno ci rapportiamo con qualcuno che sta seguendo un determinato tipo di allenamento o che acquista prodotti d’integrazione suggeriti dal “buon senso” o dal marketing.

 

Ogni giorno ci rapportiamo con qualcuno che ha mollato il piano alimentare a causa del mancato risultato o di una sopraggiunta fase di stallo.

 

Ogni giorno mi rapporto con qualcuno cercando di spiegare che “una catena è forte tanto quanto il suo anello più debole”.

 

Una frase dal significato molto profondo. Cosa significa?

 

Ognuno di noi può avere tutti gli obiettivi di questo mondo, impegnarsi a fondo per raggiungerli, ma se qualcosa non è efficace il risultato non arriverà mai.

 

La figura del Medico, del resto non è nata a caso.

 

È stata concepita per testare e capire cosa c’è alla base di ogni condizione fisiologica, trovare l’anello debole da sistemare e strutturare un piano d’azione.

 

Non esiste l’allenamento miracoloso o la dieta perfetta, esiste solo ciò che è giusto per te.

 

Mi spiego meglio. Se inizio ad andare in bici o a correre con l’obiettivo di dimagrire o di portare a termine una maratona, molto probabilmente non ce la farò.

 

Per quale motivo?

 

Anche se leggo, ascolto, corro, in realtà non so da dove partire, non mi conosco!

 

I meccanismi alla base del dimagrimento sono dettati dal metabolismo, e quest’ultimo è gestito da una serie di organi strettamente correlati tra loro.

 

Se ho un problema asintomatico al fegato, come ad esempio il fegato grasso, posso correre 20 ore al giorno e non dimagrire mai.

Una volta sistemato e riattivato il fegato, potrò pensare di procedere col secondo step.

 

Il dimagrimento è solo la conseguenza.

 

Stesso discorso vale per la performance.

 

Non potrò mai correre una maratona se non conosco il mio stato fisiologico.

Magari ho una bici da 10.000 euro e un abbigliamento super, ma un metabolismo “fuori servizio”.

 

Questo anello debole prenderà inevitabilmente il sopravvento indebolendo a sua volta tutta la catena!

 

Un check-up strutturato in maniera dettagliata e degli appositi test da laboratorio, sono alla base del tuo successo, qualsiasi cosa significhi per te.

 

Perché ricorda: una miriade di buoni propositi, di allenamenti ed obiettivi moltiplicati per zero, faranno sempre zero!

 

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Benefici del trattamento Elipse (palloncino intragastrico) nell’Obesità con Malattie Reumatiche.

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Non è una questione d’estetica. Né rappresenta soltanto un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, il diabete e diverse forme di tumore.

 

L’obesità, condizione che in Italia riguarda un adulto su dieci (il 5% della popolazione), è oggi considerata un fattore di rischio per diverse malattie reumatiche: come l’artrite reumatoide e l’artrosi.

 

L’obiettivo è rafforzare la prevenzione.

 

Correlazione tra i chili in eccesso e articolazioni dolenti

 

Lo stretto legame tra obesità e malattie infiammatorie articolari è dato dal fatto che è ormai evidente l’associazione tra una maggiore incidenza dell’artrite reumatoide, la malattia cronica articolare più frequente, e l’obesità.

 

Diversi studi hanno dimostrato che i pazienti in sovrappeso e obesi soffrono di una forma di artrite reumatoide più aggressiva e resistente alle terapie, compresi i farmaci biotecnologici.

 

La prevenzione parte dalla tavola

 

È importante sottolineare, però, che l’obesità, essendo uno dei pochi fattori di rischio modificabili, può rappresentare un punto di intervento importante per migliorare la condizione del paziente.

 

Alcuni dati preliminari di studi recenti indicano come un calo ponderale, ottenuto attraverso una dieta controllata da un medico dietologo, può portare a un miglioramento sostanziale della malattia.

 

Chi soffre di artrite reumatoide ed è pure obeso mostra sintomi più gravi e una maggiore disabilità: qualunque sia lo stadio della malattia.

 

E la risposta alle terapie risulta inferiore.

 

Studi recentissimi effettuati dal Team Micros, in pazienti obesi trattati con il Palloncino Intragastrico Elipse, hanno messo in evidenza tra i principali benefici legati alla perdita di peso, la riduzione del dolore strettamente legato all’eccesso ponderale, dei parametri di infiammazione sistemica e del numero di articolazioni dolorose, gonfie e tumefatte, riconducibili alla malattia infiammatoria.

 

Si può concludere che curando l’obesità non si fa solo prevenzione ma terapia curativa.

 

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I limiti esistono…solo nella mente!

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Hai mai visto il video della formica che non riesce ad uscire dal cerchio disegnato a penna?

 

E’ un classico esempio di limite.

 

La loro straordinaria bellezza risiede semplicemente nell’effettiva diversa natura. Esistono infatti limiti oggettivi e limiti soggettivi.

 

In altre parole: “è un limite” o “è un mio limite”? 

 

Dietro questo quesito, che evidenzia una sottilissima ma sostanziale differenza, si nasconde anche uno dei maggiori dilemmi della Scienza dello sport.

 

Cosa rappresenta realmente un limite alla mia performance? La mente o il corpo?

 

Da sempre si pensa che la percezione della fatica sia strettamente relazionata al carburante presente all’interno delle nostre cellule muscolari.

 

Il loro consumo estremo ci impedirebbe, su input del cervello, di proseguire la nostra corsa obbligandoci a fermarci.

 

Negli ultimi anni invece, Samuele Marcora, uno dei più importanti esponenti dello studio di questo fenomeno, ci mostra che, sebbene questo fosse vero, c’è dell’altro.

 

Il suo obiettivo è quello di far capire come fare a proseguire la propria performance nonostante il cervello suggerisca di fermarci.

 

Crede dunque che dietro la percezione della fatica ci sia un fattore prettamente psicologico.

 

Per supportare a pieno questa teoria, sono stati svolti degli esperimenti.  

 

Sono stati convocati alcuni giocatori di rugby e li hanno sottoposti a degli scatti di 5 secondi appena prima e subito dopo aver effettuato un test a resistenza costante.

 

La loro capacità di produrre 700 watt di differenza tra l’ultimo scatto e la fine del test di resistenza (quindi già in stato di potenziale sfinimento) dimostra che il limite è più soggettivo che oggettivo. 

 

Questo esito aprirebbe scenari importanti qualora riuscissimo ad allenare la mente e a percepire meno la fatica a livello psicologico.

 

In definitiva, nello sport, come nella vita, esistono molti limiti soggettivi che possono essere oltrepassati uscendo semplicemente dalla nostra area di comfort o allenandoci con tecniche psicologiche ben precise.

 

I test di laboratorio associati a delle tecniche ad hoc, possono davvero creare un margine differenziale importante tra te e i tuoi avversari, non sottovalutarli!

 

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Sport: Come farlo diventare un piacere?

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A nessuno piace fare qualcosa esclusivamente per obbligo, e quando un’attività diventa una costrizione, il piacere di farla sparisce.

 

Spesso anche lo Sport ricade in questa distorsione: dobbiamo andare in palestra, dobbiamo fare tutte quelle serie, dobbiamo arrivare a quel peso…

 

Lo sport per prima cosa dovrebbe esser un piacere, un gioco sano, positivo, sfidante al punto giusto.

 

Alzare troppo l’asticella degli obiettivi o dello sforzo vuol dire ancorarsi ad emozioni negative, a sensazioni di affaticamento eccessivo e di sforzo; al contrario tenerla troppo bassa vuol dire provare noia, indifferenza, demotivazione.

 

Il senso della sfida e del cambiamento è piacevole quando sta nella via di mezzo tra la zona di Comfort e la zona di Panico: in una zona che potremmo definire di Scomfort, o Sfida. Qualcosa di non troppo noioso e familiare, ma neppure eccessivamente difficoltoso da buttarci in uno stato di panico o di frustrazione.

 

Allora, per acquisire lentamente il piacere e l’abitudine di fare uno sport, quello che puoi fare è:

  1. Inizia trovando un’attività che reputi interessante, piacevole o giocosa secondo i tuoi gusti (non perché te lo dicono altri o ci vanno tutti i tuoi amici);
  2. Pratica con gradualità, ascoltando le urla del tuo corpo quando ti invia segnali di eccessivo affaticamento;
  3. Sfidati da solo: trova delle piccole azioni che puoi fare per andare oltre il limite che già raggiungi, in modo da alzare l’asticella ogni tanto, gradualmente, da solo. Ad esempio, se hai ultimato le serie di esercizi che stavi facendo, prova a farne altri 10 ancora per mettere alla prova il tuo limite; o se hai finito le vasche di nuoto, prova a farne un’altra ancora e vedere come ti senti.

 

Per il resto, ricordati che le più comuni attività per alimentare il benessere e combattere lo stress quotidiano sono lo sport (o qualunque attività motoria), gli hobby (passioni o attività di distrazione per la mente) e il rilassamento (dalla meditazione alle attività di mental training)!

 

Per saperne di più non hai che da chiedere!

 

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