Più performanti in… “SIXSECONDS”

Sai che l’Intelligenza emotiva predice il 55% della nostra Performance Individuale?

 

Ecco perché ti proponiamo il quarto Test, dopo quelli di Fisiologia dello Sport, che farà la differenza con la persona che conta di più nelle tue sfide: Te stesso!

 

Il Test di Intelligenza emotiva di Sixseconds, SEI AV/YV, psicometricamente validato e disponibile in 18 lingue diverse, è uno degli strumenti scientifici più all’avanguardia  al mondo per la misurazione dell’Intelligenza emotiva, secondo il modello Sixseconds.

 

Perché è importante?

Più della metà della nostra Efficacia personale dipende dalle competenze Emotive. Non solo, questi studi ci riferiscono dettagli ancora più significativi dicendoci, ad esempio, che avere buoni livelli di Intelligenza Emotiva e quindi di performance significa anche avere ottimi livelli di Efficacia (51.4%), Relazioni (28.6%), Qualità di Vita (38.8%), Benessere (16.9%).

 

Come si può usare?

 

Il SEI è adatto a percorsi di coaching, training e mental training, selezione e crescita personale e professionale. Focalizzato su competenze da sviluppare ed applicare, il test è stato costruito sulla base di dati sperimentali con particolare attenzione allo sviluppo pratico.

 

Disponibile nella versione Adulti (AV) e Adolescenti (YV) per le finalità:

 

  • SPORT: il training fisico, per essere realmente efficace e significativo per il miglioramento della performance, deve essere affiancato ad un training emotivo. Il coach lavorerà quindi ponendo moltissima attenzione agli aspetti emotivi delle squadre e più in specifico dei loro atleti.

 

Il questionario SEI offre quindi supporto alla preparazione di atleti e (se integrato con un coaching individuale o di gruppo) e rappresenta una vero e proprio “attrezzo” di allenamento, innovativo e altamente orientato alla prestazione.

 

  • FORMAZIONE: per strutturare percorsi di sviluppo professionale su tematiche come Leadership, People Management, Gestione dello stress, Gestione delle emozioni.

 

SELEZIONE: per integrare il profilo dei candidati con misurazioni legate alle competenze emotive così da individuare i profili “emotivamente più intelligenti” alle posizioni ricercate. L’Intelligenza Emotiva predice il 55% della performance individuale; inoltre si è rilevato che determinate competenze sono direttamente collegate al successo raggiunto in specifiche attività. Ad esempio, l’ottimismo è un predittore molto importante del successo nella vendita in settori come quello assicurativo (Seligman 1993). In altre attività, il successo è collegato con fattori specifici quali la conoscenza di se stessi, l’empatia, la capacità di navigare le emozioni (Goleman 1999, Salovey 2002, BarOn 2003).

 

Sara Di Tommasi

Performance Coach

Assessor Certificato EQAC-E, Sixseconds

 

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Emozioni in gioco: se le conosci, le domini!

Emozioni negative prima e durante una performance: cosa fare?

 

Se è vero che un’emozione rappresenta il nostro motore, l’energia che ci mette in moto, è anche vero che può rappresentare esattamente l’opposto: il nostro peggior nemico interiore.

Ecco perché non possiamo affrontare una competizione importante, una sfida, o anche un periodo di allenamenti intensi senza prestare la giusta attenzione alle emozioni che ci pervadono.

 

Emozioni negative prima e durante una gara possono portare a importanti cali nella prestazione.

Tutto ne risente: il dialogo interno (le cose che ti dici da solo), il rapporto con i tuoi più stretti vicini (allenatori, compagni, o per i giovanissimi, i genitori), l’immagine di Te.

 

Come fare allora per dominare un’emozione che inizia a diventare negativa? O che si presenta all’improvviso e ci destabilizza? O ci provoca un netto calo di concentrazione ed energia?

 

Iniziamo dall’ABC, nel senso vero: iniziamo dal suo nome. Impariamo che le emozioni hanno un nome.

 

Segui questi passaggi quando sei in un momento tranquillo: ricordati di un episodio particolarmente negativo a livello emozionale e scrivi le tue risposte.

 

  1. Come si chiama l’emozione che provi? Definiscila con il nome giusto: è Paura? Ansia? Rabbia? Frustrazione? E cos’altro?

Spesso le emozioni non si presentano in maniera pura, ma ognuna nasconde qualcos’altro, e qualcos’altro. Chiediti cosa stai provando esattamente fino a che non sei sicuro che sia tutto.

 

  1. Ora chiediti cosa sta sentendo il tuo corpo: dove la localizzi, cosa provi, quali sintomi la caratterizzano?

 

  1. Infine: come cambia il tuo modo di pensare? Cosa ti dici? Cosa pensi? Come pensi, diversamente dai momenti buoni?

 

  1. Ora guardati dentro e osserva come cambia la tua reazione se inizi ad avere consapevolezza di tutte queste cose.
  2. Infine, guardati dall’esterno, distaccato più possibile, e chiediti cosa vedi: come ti appare questa persona in preda a quell’emozione indomita? Quanto ti piaci?

 

Registra con cura tutte le risposte a questi passaggi: rappresentano la prima tappa per iniziare a gestirsi emotivamente!

 

E se hai domande, chiedimi pure! Sono a tua disposizione 😉

 

Sara

 

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L’alimentazione Post Allenamento negli Sport di Endurance!

Tempo di lettura: 3 minuti

 

Se pensi che per portare le tue performance al massimo tu possa prescindere da una corretta strategia alimentare, mi dispiace dirtelo, ma stai sbagliando tutto!

 

Infatti una corretta nutrizione, con una corretta distribuzione dei macronutrienti, costituisce parte integrante del percorso, affiancandosi ad un corretto allenamento, per migliorare le tue prestazioni e rendere al massimo in gara!

 

Oggi ci concentreremo sulle tue richieste nutrizionali nei momenti immediatamente successivi al tuo allenamento/gara!

 

Per farti capire di cosa hai bisogno ti descriverò in maniera chiara e semplice, cosa succede nel tuo corpo e nel tuo muscolo, durante una pedalata o una corsa di diversi chilometri.

 

Il meccanismo metabolico più attivo durante la tua performance, soprattutto se questa dura più di un’ora, sarà il meccanismo aerobico.

 

Attenzione!

 

Non ti sto dicendo che gli altri meccanismi, come l’anaerobico lattacido, saranno inattivi, ma che in percentuale rappresenteranno una quota minore dell’energia totale fornita al sistema.

 

Il meccanismo aerobico sarà alimentato prevalentemente dai carboidrati e dai grassi.

 

Per cui durante una performance molto lunga il glicogeno, cioè la forma con cui il tuo corpo deposita il glucosio nei tuoi tessuti, verrà consumato ed inevitabilmente il tuo muscolo attingerà dal glucosio che si trova nel torrente ematico.

 

Altro aspetto che è importante considerare è l’aumento del catabolismo delle proteine, in particolar modo delle proteine muscolari!

 

Che significa?

 

Che una quota maggiore di proteine verrà danneggiata e quindi distrutta.

 

Il terzo fattore fondamentale è la perdita di acqua ed elettroliti che avviene durante la tua performance, sia tramite il sudore che tramite la respirazione, anche in rapporto alla temperatura ed al livello di umidità a cui ti alleni.

 

Soffermandoci su queste informazioni che ti ho dato, viene da sé capire quali sono le principali richieste del tuo corpo a questo punto: carboidrati, proteine ed elettroliti.

 

Andiamo alla pratica!

 

Partiamo dai carboidrati: quali e quanti usarne?

 

Ovviamente la quantità è proporzionale alla durata e all’intensità dell’allenamento.

 

Diciamo che di solito stiamo tra gli 0.8 e 1.2 grammi per chilo di peso corporeo.

 

Si dovrebbero preferire fonti di carboidrati a rapido assorbimento, che raggiungano il tuo muscolo più in fretta possibile!

 

Quante e quali proteine?

 

Le proteine dovrebbero essere di buona qualità e a rapido assorbimento: diciamo che 20 grammi di whey, cioè proteine del siero del latte, vanno più che bene.

 

Forniranno gli amminoacidi essenziali per riparare le tue proteine muscolari.

 

Infine reidratati!

 

Puoi utilizzare benissimo delle miscele che trovi facilmente in giro e che ti possono aiutare nel recupero!

 

Quindi in conclusione, cosa assumere dopo un’ora e mezza/due ore di allenamento:

  • Carboidrati a rapido assorbimento: tra gli 0.8 e 1.2 gr/kg di peso
  • Proteine di buona qualità, circa 20 gr
  • Elettroliti e acqua.

 

Scopri i nostri SERVIZI DI NUTRIZIONE per migliorare le tue performance!

 

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Gestione del Periodo Gare? Basta Incubi!

Tempo di lettura: 3 minuti

 

La primavera, nella quasi totalità degli sport praticati outdoor, coincide con l’inizio del calendario gare, che terminerà a fine estate.

 

Il periodo di preparazione è ormai alle spalle e seguiranno competizioni settimana dopo settimana.

 

Questo, da sempre, è motivo di crisi per atleti e allenatori, che si trovano a gestire una situazione assai complicata e purtroppo soggetta a mille variabili.

 

Iniziamo con il dire che, durante il periodo di competizioni, gli atleti sono soggetti a stress mentale che non hanno in altri momenti dell’anno. Ciò può influenzare negativamente il rendimento se non viene gestito in modo ideale.

 

Inoltre, la sfida per gli esperti del settore è sempre stata quella di tenere un performance level elevato per tutti i mesi che attraversa un periodo di competizione.

 

Si può essere in forma per 6 mesi?

 

Cosa fa un atleta quando ha finito di competere la domenica e dopo sette giorni ha un’altra gara?

 

E se ha giocato venerdì, lunedì può ricominciare?

 

Posso fare tutte le gare/tornei che ci sono da qui a fine estate?

 

Tutte queste domande trovano risposta nel mondo delle sport science dove, grazie alla conoscenza del sistema corpo, si gestisce l’altezza su esigenze specifiche personali, programmando carichi e scarichi allenanti, cicli di raccordo o agonistici, riposi mirati e tanto altro, senza lasciare nulla al caso.

 

Durante il periodo gare (ciclo agonistico), è fondamentale ricordare diverse cose:

 

  • Il focus è ormai sulla componente specifica (gara, simulazioni gara o frazioni gara);
  • La componente condizionale va richiamata sempre (idealmente a metà settimana), altrimenti si corre il rischio di abbassare la capacità di performance;
  • Bisogna dare al corpo un equilibrio psicofisico ideale, senza sovraccaricare ne scaricare il sistema;
  • Individuate le gare/tornei più importanti in modo da avere dei riferimenti sulla programmazione;
  • Siate flessibili, pronti a cambiare in corsa per tenere fede ai vostri obiettivi.

 

Idealmente, possiamo dividere la settimana in tre grandi blocchi, tutto questo idealmente e senza intoppi:

 

  • Lun/mar: giornate di scarico e rigenerazione.
  • Mer/gio: giornate di richiamo atletico/simulazioni gara.
  • Ven/sab: giornate di riscarico con focus su tecnica e gestione gara.

 

Quanto è delicato gestire questo periodo? Molto.

 

Per questo motivo Noi di Micros siamo a vostra disposizione per rispondere a tutte le domande e curiosità sul mondo dello sport, e per aiutarvi a gestire i vostri sacrifici.

 

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Focus e Programmazione: Facciamo Chiarezza!

Tempo di lettura: 2 minuti

 

Le programmazioni sportive sono sempre complicate da gestire e la maggior parte delle volte risultano di una confusione disarmante.

 

Questo è dovuto al numero davvero elevato di eventi da programmare e successivamente gestire nel corso di un anno.

 

Per semplificare il lavoro, cerchiamo di fare chiarezza sulla nomenclatura e sui focus da tenere durante una programmazione:

 

  • Lavoro di carico generale: sta a indicare un lavoro atletico che ha come scopo il condizionamento del corpo ai fini fisiologici/biomeccanici/bioenergetici, e sulle capacità che non sono parte integrante del modello prestativo.

 

  • Lavoro di carico speciale: sta a indicare un lavoro atletico che ha come scopo il condizionamento del corpo ai fini fisiologici/biomeccanici/bioenergetici, sulle capacità che sono parte integrante del modello prestativo. Questo avviene sempre successivamente al lavoro generale, che si va automaticamente ad escludere.

 

  • Lavoro di carico specifico: ha come scopo l’affinamento della tecnica/tattica sportiva e consiste nella simulazione di gare o frazioni di gare. In questo periodo si esclude il focus sul condizionamento che va appena richiamato.

 

  • Lavoro di scarico: serve a rigenerare il corpo da un periodo di stress o da un ciclo di gare. Può essere usato a scopo preventivo o rigenerativo. Chiaramente, non si sovrappone a altri lavori.

 

Questa schematizzazione, semplice e più sottile di molte altre, sicuramente aiuterà a capire e gestire meglio la programmazione di un atleta.

 

Vuoi scoprire come incastrare tutto?

 

Noi di Micros siamo qui per questo!

Il nostro Team è specializzato per accompagnarti in questo percorso e aiutarti a compiere i giusti passi per concepire la migliore programmazione mantenendo il tuo focus sempre al massimo.

 

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Tecnologia: Sfruttiamola al Meglio nello Sport!

Tempo di lettura: 3 minuti

 

L’argomento di oggi è molto delicato, nonché attualissimo anche in campo di sport e benessere.

 

Perché questa distinzione?

Il mondo ormai viaggia alla velocità della luce soprattutto nel campo delle tecnologie avanzate e dell’intelligenza artificiale.

 

Nello sport, siamo noi al servizio delle tecnologie o viceversa?

 

Si stima che la tecnologia dei dispositivi indossabili per lo sport (Wearable device) sia un’industria da 6 miliardi di dollari, e che probabilmente continuerà a crescere rapidamente.

 

Per gli atleti e le persone dello staff impegnati nello sport d’élite, questo può essere sia un aiuto che un ostacolo quando si cerca di massimizzare le prestazioni dell’atleta.

 

La maggior parte è d’accordo sul fatto che la tecnologia, come il monitoraggio della frequenza cardiaca o il GPS, ha reso la scienza dello sport molto avanzata, fornendo preziose informazioni per il miglioramento delle prestazioni e nella riduzione del rischio d’infortunio.

 

Tuttavia, con il crescente accesso alla tecnologia e con le aziende che hanno l’opportunità di guadagnare una notevole quantità di denaro, è importante vedere realmente le cose come stanno.

 

Per esempio, molti device stimano la qualità del sonno ma gli algoritmi che li governano non sono ancora resi pubblici, quindi non convalidati.

Rischiamo allora di affidarci completamente, e senza repliche, ad una tecnologia che ha sicuramente dei margini di miglioramento importanti ma non ancora affidabili al 100%.

Gli sportivi e le loro performance sono infatti molto suscettibili alle sovrastime o alle sottostime.

 

Quando le aziende commercializzano i device, usano particolari strategie come grafica accattivante (testimonianze, influencer, grafici e dati) che sembrano essere stati sottoposti ad analisi scientifiche approfondite.

 

Attenzione! Non stiamo facendo di tutta l’erba un fascio: ci sono prodotti presenti sul mercato ormai da anni che rappresentano degli strumenti utilissimi e soprattutto validi, parliamo di prodotti che ormai tutti conosciamo come Polar, Garmin, ecc.

 

La tecnologia ha un grande potenziale d’impatto positivo sulla società e, nel nostro caso, sugli sportivi.

Dobbiamo solo essere consapevoli su quali informazioni considerare valide e affidabili e quali no, ma soprattutto conoscere la percentuale di errore di ogni singolo device.

 

Sono informazioni difficili da analizzare e solo un professionista può, ad oggi, integrarle e valutare le più significative.

 

Non cadiamo nell’errore di essere al servizio della tecnologia, lasciamo che sia ancora lei ad essere al nostro servizio!

 

Micros non si sottrae alla tecnologia ma cerca di studiarla e sfruttarla al meglio.

Scegli il professionista che, insieme alle sue competenze, può rappresentare un valore aggiunto nel tuo percorso sportivo!

 

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La Colazione dello Sportivo!

Tempo di lettura: 3 minuti

 

Tra i tanti ridondanti ritornelli nel mondo dell’alimentazione e della nutrizione sportiva c’è sicuramente quello che dice: “la colazione è il pasto più importante”.

 

Dato che a noi di Micros non piace fermarci ai luoghi comuni, ma ci piace capire e comprendere cosa ci sia di vero dietro certe affermazioni, andiamo a vedere se realmente la colazione ha un ruolo così importante nella nostra dieta.

 

Primo punto importante da chiarire è che non esistono pasti più importanti di altri, ma che in fin dei conti saranno le calorie totali ed i macronutrienti introdotti in una giornata/settimana a fare la differenza!

 

La colazione non fa eccezione in questo, dato che il cibo introdotto verrà metabolizzato esattamente nello stesso modo in cui è metabolizzato il cibo che mangi a pranzo o nello spuntino pomeridiano.

 

In secondo luogo l’importanza che la colazione può assumere dipende molto dalle abitudini e dallo stile di vita del soggetto: ad esempio alcune persone non sono abituate a fare una colazione abbondante, per cui per questi soggetti un’imposizione di un pasto mattutino non conforme alle loro abitudini potrebbe essere più una fonte di stress che altro.

 

Ora dopo aver messo in prospettiva questo tanto venerato pasto, andiamo a vedere quali vantaggi può offrire ad uno sportivo una colazione bilanciata e come dovrebbe essere composta.

 

Possiamo individuare tre vantaggi importanti che uno sportivo può trarre dall’abitudine di fare una bella colazione abbondante.

 

Primo vantaggio, sicuramente, si ha nella prevenzione degli attacchi di fame che possono cogliere un soggetto nelle ore intermedie della mattina.

 

Infatti, proprio in seguito a questi attacchi di fame, si tende ad introdurre cibi non proprio salutari e che contribuiscono all’aumento del peso, cosa già non positiva in un soggetto “normale”, figuriamoci in uno sportivo.

 

Il secondo vantaggio potrebbe essere quello di riuscire a fornire tutti quei macro e micro nutrienti, il cui fabbisogno di solito risulta aumentato nello sportivo.

 

Proteine, carboidrati, vitamine e minerali non dovrebbero mai mancare nella colazione di uno sportivo, dopo approfondiremo questo punto.

 

Terzo vantaggio, ma non meno importante, lo ha lo sportivo che è abituato ad allenarsi la mattina.

 

In questo caso una nutriente e sana colazione non diventa solo importante ma direi fondamentale!

 

Ora dopo aver visto i vantaggi che potresti avere dall’iniziare la giornata con un pasto bilanciato, andiamo a vedere quali sono i macronutrienti ed i micronutrienti e qualche alimento da cui trarre vantaggio.

 

Innanzitutto, i carboidrati!

 

Sono la benzina dello sportivo e non devono mai mancare nella sua colazione.

 

In questo caso sono da preferire alimenti integrali e nutrienti: avena, fiocchi d’avena, crusca di grano sono alcuni suggerimenti che possiamo darti.

 

Passiamo alle proteine!

 

Il loro fabbisogno è aumentato in uno sportivo quindi perché non sfruttare la colazione come pasto per contribuire a questo necessario surplus.

 

Scegli fonti magre come yogurt greco, skyr o in qualche caso delle proteine in polvere con le quali fare un bel frullato.

 

Per quanto riguarda i micronutrienti, cioè vitamine e minerali, non devi assolutamente trascurali, perché sono il lubrificante per il tuo motore e senza questi prima o poi i pezzi si rompono!

 

Dove prenderli?

 

Frutta e verdura, ovviamente!

Scegli frutta di stagione e utilizzala per condire il tuo yogurt o la tua tazza di porridge con farina d’avena.

 

Quindi la colazione non sarà necessariamente il pasto più importante, ma all’interno di un’alimentazione sana e bilanciata rappresenterà sicuramente un tassello chiave!

 

Sai come si dice: “chi ben comincia è già a metà dell’opera”!

 

Quindi perché non iniziare nel migliore dei modi?!

 

Scopri i nostri SERVIZI DI NUTRIZIONE per migliorare la qualità della tua vita!

 

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Emozioni e Successo: un Binomio Perfetto!

Tempo di lettura: 3 minuti

 

Sai che l’Intelligenza emotiva predice il 55% della nostra Performance Individuale?

 

Ecco perché ti proponiamo il quarto Test, dopo quelli di Fisiologia dello Sport, che farà la differenza con la persona che conta di più nelle tue sfide: Te stesso!

 

Il Test di Intelligenza emotiva di Sixseconds, SEI AV/YV, psicometricamente validato e disponibile in 18 lingue diverse, è uno degli strumenti scientifici più all’avanguardia al mondo per la misurazione dell’Intelligenza Emotiva.

 

Perché è importante?

 

Più della metà della nostra Efficacia Personale dipende dalle Competenze Emotive.

Non solo, questi studi ci riferiscono dettagli ancora più significativi dicendoci, ad esempio, che avere buoni livelli di Intelligenza Emotiva e quindi di performance significa anche avere ottimi livelli di Efficacia (51.4%), Relazioni (28.6%), Qualità di Vita (38.8%) e Benessere (16.9%).

 

Come si può usare?

 

Il SEI è adatto a percorsi di Coaching, Training e Mental Training, selezione e crescita personale e professionale.

Focalizzato su competenze da sviluppare ed applicare, il Test è stato costruito sulla base di dati sperimentali con particolare attenzione allo sviluppo pratico.

 

Disponibile nella versione Adulti (AV) e Adolescenti (YV) per le finalità:

 

  • SPORT: il training fisico, per essere realmente efficace e significativo per il miglioramento della performance, deve essere affiancato ad un training emotivo. Il coach lavorerà quindi ponendo moltissima attenzione agli aspetti emotivi delle squadre e più in specifico dei loro atleti. Il questionario SEI offre quindi supporto alla preparazione di atleti e (se integrato con un coaching individuale o di gruppo) e rappresenta una vero e proprio “attrezzo” di allenamento, innovativo e altamente orientato alla prestazione.

 

  • FORMAZIONE: per strutturare percorsi di sviluppo professionale su tematiche come Leadership, People Management, Gestione dello stress, Gestione delle emozioni.

 

  • SELEZIONE: per integrare il profilo dei candidati con misurazioni legate alle competenze emotive così da individuare i profili “emotivamente più intelligenti” alle posizioni ricercate. L’Intelligenza Emotiva predice il 55% della performance individuale; inoltre si è rilevato che determinate competenze sono direttamente collegate al successo raggiunto in specifiche attività. Ad esempio, l’ottimismo è un predittore molto importante del successo nella vendita in settori come quello assicurativo (Seligman 1993). In altre attività, il successo è collegato con fattori specifici quali la conoscenza di se stessi, l’empatia, la capacità di navigare le emozioni (Goleman 1999, Salovey 2002, BarOn 2003).

 

Alla Micros selezioniamo il meglio per aiutarti a riuscire nelle tue imprese!

Chiedici come fare!

 

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Vuoi la Massima Resa Sportiva? Fai “Running Economy!”

Tempo di lettura: 3 minuti

 

“Ci siamo tutti? Le valigie sono state caricate?”

 

Queste sono domande e preoccupazioni tipiche di una mamma pronta alla partenza!

 

Di contro, l’uomo è maggiormente dedito a valutare altri aspetti come il planning del viaggio, l’efficienza dell’auto e soprattutto il piano delle spese da affrontare… è vero?

 

Un aspetto importante da tenere in considerazione è sempre quello relativo al carburante.

 

Quanta benzina ci vorrà per raggiungere la meta e tornare alla base?

Quanto è il consumo medio della mia auto?

 

Queste stesse domande, se le dovrebbe porre qualsiasi sportivo, professionista o semplice amatore.

 

Perché?

 

Per essere vincenti e superare i nostri limiti dobbiamo essere “economici”.

 

Come già detto, il concetto di “running economy” è analogo al risparmio di carburante della tua auto (quantità di carburante necessaria a percorrere una certa distanza).

 

Ma di quale “combustibile” stiamo parlando?

 

Esistono due opzioni di base per spiegare la “running economy”.

 

Puoi chiederti: “per correre un miglio, quanto ossigeno devo consegnare ai miei muscoli?”

 

Oppure puoi chiederti: “per correre un miglio, di quante calorie necessito?”

 

In teoria una risposta vale l’altra perché l’ossigeno consumato dai muscoli viene utilizzato nella reazione che converte le calorie degli alimenti in movimento.

Dunque è ormai una certezza che più strada percorri, più calorie bruci, anche ci sono casi in cui, nonostante percorri diverse miglia, il consumo d’ossigeno rimane costante.

 

Quindi entra in gioco il terzo fattore: il rapporto degli scambi respiratori che rappresenta il rapporto, soprattutto, tra carboidrati e grassi bruciati per produrre energia.

 

In altre parole, più acceleri più brucerai energia proveniente dai carboidrati.

 

Siccome i carboidrati non necessitano di ossigeno (Glicolisi anaerobica) per produrre energia, si spiega quanto detto in precedenza, cioè che nonostante aumentino le miglia percorse, a basse intensità il consumo di ossigeno non cambia.

Inoltre, contrariamente alla credenza popolare, si bruciano più calorie quando si va più forte.

 

In definitiva, il punto è che durante la performance, bisogna cercare di avere un’alta resa col minor dispendio energetico possibile.

 

Il consiglio pratico quindi è di conoscere la propria “running economy”, analizzabile solo presso un laboratorio dello sport.

 

Nel centro Micros è possibile, grazie ad uno staff competente, eseguire dei test per conoscere il funzionamento del proprio corpo, riconoscere i limiti e trasformarli in evidenti punti di forza.

 

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Diabete e Sport: Amici o Nemici?

Tempo di lettura: 3 minuti

 

Diabete e sport… Un argomento molto dibattuto nel passato, ma che oggi lancia una risposta abbastanza chiara… Praticare uno sport, qualunque esso sia, è vivamente consigliato a chi ha il diabete, ma prima è sempre meglio fare una visita medica di controllo.

 

Quali sono i benefici?

 

L’attività fisica, combinata ad una corretta alimentazione ed ai trattamenti farmacologici, permetterà di mantenere sotto controllo il diabete.

 

Praticare attività sportiva vi consentirà non solo di mantenere sotto controllo la glicemia, ma anche di aumentare il senso di benessere psicofisico.

 

Si consiglia quindi di scegliere attività divertenti e da fare in compagnia, poiché possono spingervi a porvi degli obiettivi raggiungibili e verificabili.

 

Lo sport, si sa, è molto importante perché:

  • Aiuta il fisico a mantenersi in forma e con il giusto peso
  • Aiuta a mantenere basse la frequenza cardiaca e la pressione
  • Rinforza la muscolatura
  • Concorre a contrastare la depressione, rinforzando l’autostima e aumentando l’energia
  • Aiuta a mantenere la glicemia a livelli più vicini alla normalità, sia durante che dopo l’attività fisica

 

Tuttavia è necessario sottolineare che ogni organismo reagisce in modo differente all’attività fisica, è pertanto fondamentale per le persone con diabete che fanno uso di insulina o di farmaci secretagoghi controllare i valori di glicemia per valutare come il proprio organismo risponde all’esercizio fisico e, soprattutto, per evitare le ipoglicemie.

 

A tal proposito è indispensabile mettere a punto con il proprio Diabetologo eventuali variazioni di dosaggio.

 

Prima di intraprendere qualsiasi programma di attività fisica è necessario fare una visita di controllo dal proprio Medico, soprattutto se si ha il diabete.

 

Quale sport può fare al caso tuo?

 

Sono particolarmente indicati gli sport aerobici poiché contribuiscono a bruciare calorie, a migliorare il controllo del glucosio e la funzionalità dell’apparato cardiocircolatorio.

 

È buona norma iniziare gradualmente con un’attività fisica moderata e di breve durata così che l’organismo si abitui e progressivamente si potranno allungare i tempi e l’impegno fisico.

 

Sono generalmente sconsigliati gli sport di contatto (pugilato, lotta libera, arti marziali da combattimento), gli sport motoristici (automobilismo, motociclismo) e gli sport che si svolgono in ambienti pericolosi (attività subacquee con uso di respiratore, alpinismo, paracadutismo).

 

Tuttavia, sono comunque praticabili con la dovuta preparazione atletica ed un ottimale controllo metabolico da parte di un Team Medico specializzato.

 

Consigli pratici:

  • Misura la glicemia prima e dopo l’attività fisica (se ti viene il dubbio che sia diminuita troppo rapidamente misurala più frequentemente anche a distanza di diverse ore dal termine dell’attività).
  • Sii sempre muniti di un documento di riconoscimento che attesti la condizione di diabete ed una lista di numeri d’emergenza.
  • Evita la disidratazione: avere sempre a disposizione acqua e bevande reidratanti soprattutto se l’allenamento è prolungato, si suda molto o fa molto caldo.
  • Contrasta un’eventuale crisi ipoglicemica: se la glicemia prima dell’esercizio è <100 mg/dl assumere carboidrati ed attendere che tali valori aumentino, tenere sempre a portata di mano bibite zuccherate e caramelle durante l’esercizio.
  • Utilizza abbigliamento comodo e traspirante, scarpe adeguate (ben ammortizzate, non troppo strette e con pochi elementi di sfregatura) così da evitare lesioni e vesciche che eventualmente devono essere prontamente medicate.

 

Avere il diabete al giorno d’oggi non rappresenta più un limite insormontabile per svolgere le normali attività quotidiane, come l’attività sportiva.

 

Rivolgersi ad un Team Medico sportivo qualificato, come noi di Micros, può permetterti di intraprendere un percorso sportivo senza incedere in errori o pericoli e arrivare anche ad altissimi livelli!

 

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