Gli obiettivi ti rendono Efficiente, gli strumenti ti rendono Efficace!

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Quante volte è capitato di esserti posto un obiettivo e aver mollato una settimana dopo?

 

Tranquillo, non sei il solo!

 

Questa situazione è molto frequente perché, spesso, non siamo in grado di analizzare un obiettivo e capire se effettivamente fa al caso nostro.

 

Ma come si fa?

 

Un’efficiente gestione degli obiettivi è possibile solo se ne conosci la validità.

 

Il migliore strumento per testarla è il metodo SMART.

 

Secondo questo, un obiettivo deve essere:

 

S = Specific (SPECIFICO) = Perché lo vuoi ottenere?

 

M = Measurable (MISURABILE) = Deve poter essere espresso numericamente

 

A = Achievable (RAGGIUNGIBILE) = Deve rispettare le risorse e le capacità che si hanno

 

R = Realistic (REALISTICO) = “Il gioco vale la candela?”

 

T = Time – Based (QUANTIFICABILE) = Legato ad una scadenza

 

Se il tuo obiettivo non soddisfa tutti questi requisiti, è probabile che vada revisionato.

 

È proprio in quest’ottica che entra in gioco un fattore determinante: la differenza tra efficienza ed efficacia.

 

Tim Ferriss considera l’efficienza come il “fare le cose nel modo giusto”, l’efficacia, invece, come il “fare la cosa giusta”.

 

È qui che la Fisiologia in ambito sportivo fa realmente la differenza, perché allenarsi in maniera costante ed avere l’attrezzatura più tecnologica del mondo ti rende sicuramente efficiente, ma non efficace.

 

I test di laboratorio ti offrono pertanto l’opportunità di impostare gli obiettivi in maniera precisa e raggiungibile creando un piano d’azione corrispondente ad essi.

 

Insomma sempre efficiente, ma soprattutto efficace.

 

SMART è quindi un metodo che può esserti utile sia in ambito performance che salute.

 

Le tecnologie e l’informazione corrono alla velocità della luce dandoci l’opportunità di cercare e studiare, ogni giorno, le migliori strategie per soddisfare i tuoi obiettivi, non fartela sfuggire!

 

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L’importanza della figura del Fisiologo dello Sport

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“Da soli si va più veloce ma insieme si va più lontano”

 

Chi è il Fisiologo dello Sport e di cosa si occupa?

 

Purtroppo molti a questa domanda non sanno rispondere.

 

In Italia il settore delle “sport science” da poco tempo si sta facendo spazio tra le innumerevoli discipline legate alla medicina.

 

Il target di riferimento non riguarda solo i professionisti ma anche gli “sportivi della Domenica”, insomma tutti coloro che vogliono capire come allenarsi in maniera corretta. 

 

Un tratto distintivo dell’italiano medio è sicuramente la passione per i motori, che lo porta ad informarsi continuamente sullo “stato di salute” della sua automobile: i consumi, le prestazioni, l’usura delle gomme, la cilindrata del motore, i cavalli, e così via.

 

Il Fisiologo dello Sport riserva la stessa attenzione e premura al corpo umano, in particolare in relazione all’attività che svolge.

 

Quindi esiste una relazione tra le automobili e il corpo umano: entrambi necessitano un’attenta cura ai consumi, alla cilindrata, alla capacità prestativa, preservandone il più possibile l’usura.

 

Il suo ruolo consiste nell’elaborare i parametri bioenergetici, fisiologici e biomeccanici del corpo umano in relazione alla pratica motoria.

 

Lo fa attraverso test ed esami specifici con il supporto di tecnologie che riescono a misurare cosa avviene all’interno del nostro sistema.

 

I dati sviluppati determinano quali sono le necessità dell’attività fisica da somministrare ai nostri atleti e pazienti, in relazione ai loro obiettivi.

 

Un atleta che si sente in forma per una data gara e compie un’ottima performance rispetto a un altro che invece si mostra fiacco, impreparato, ci fa capire quanto il corpo umano, a differenza delle automobili, ha dei parametri in continua variazione che rendono necessario un monitoraggio costante.

 

Il Fisiologo dello Sport non fa altro che accompagnare l’atleta, passo dopo passo, verso i suoi obiettivi, cercando di garantirgli sempre le corrette necessità in tema di allenamento e scongiurando carichi di addestramento che il suo corpo, in quel preciso istante, non sopporta.

 

In conclusione, possiamo affermare quanto questa figura sia di assoluta importanza per chi svolge un’attività sportiva, sia amatoriale che agonistica, e quanto l’attenzione ai dettagli può risultare fondamentale per non incorrere in rischi che danneggiano la nostra salute.

 

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Il Medico dello Sport: Conosciamo meglio questa figura!

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Il medico dello sport è il professionista che, in seguito alla laurea magistrale in Medicina e Chirurgia e alla successiva specializzazione, ha sviluppato delle competenze teorico-scientifiche che gli permettono di effettuare valutazioni cliniche e funzionali specifiche per ogni fascia d’età (evolutiva, adulta ed anziana).

 

Il suo principale obiettivo è la tutela della salute di coloro che praticano attività fisico-motorie e sportive in condizioni sia fisiologiche che patologiche.

 

In un presente in continua evoluzione come il nostro, la figura del Medico dello Sport muta insieme alla società che lo circonda, sviluppando la sua importanza come alleato necessario della salute.

 

Fortunatamente l’attenzione nei riguardi dell’attività fisica si sta via via intensificando, come attestano anche le percentuali in crescita: il 20% della popolazione pratica sport con assiduità, mentre il 10% lo fa saltuariamente.

 

Pertanto ai fini della certificazione medico sportiva, circa 20 milioni di italiani ogni anno si sottopongono ad un’accurata visita che, prevedendo anche un elettrocardiogramma, avrà valenza preventiva e diagnostica.

 

Il Medico dello Sport potrà quindi valutare la necessità di fare ulteriori accertamenti di approfondimento.

 

Durante la visita medico-sportiva, il Medico dello Sport, grazie alle sue competenze, sarà in grado di consigliare un’attività sportiva in base alle capacità fisiche, fisiologiche e patologiche.

 

Ad un soggetto iperteso, ad esempio, non sarà mai consigliato uno sport di pressione come il body building.

 

Lo sport, se praticato nella giusta dose e dopo un’adeguata valutazione medica, può migliorare la qualità della vita di ogni individuo, migliorandone la performance, l’umore e la salute.

 

Su questo fronte infatti, e specificatamente in relazione ad alcune patologie, è stato dimostrato che lo sport può ridurre o addirittura eliminare in alcuni casi l’assunzione dei farmaci.

 

Il Medico sportivo lavora in equipe con altre figure professionali con cui l’atleta ed il suo staff tecnico instaurano un rapporto di conoscenza e fiducia, tale da consentirgli la pratica dell’attività fisica in condizioni di massima sicurezza ed efficienza.

 

Quindi grazie alle sue conoscenze tecniche, relative alle diverse tipologie di esercizio e attività motorie, è sempre vicino all’atleta professionista per tutte le sue esigenze: dall’alimentazione, all’integrazione, dalla prevenzione al recupero degli infortuni.

 

Inoltre valuta gli effetti dell’allenamento individuando la giusta “dose” di esercizi in relazione alle capacità del singolo atleta, prevenendone eventuali over-training e sovrallenamenti.

 

Aiuta te stesso ad essere un professionista migliore, consulta un Medico dello Sport.

 

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I Carboidrati fanno ingrassare?

C’è stato un periodo in cui si pensava che i grassi fossero i principali responsabili dell’accumulo di grasso, negli ultimi anni invece si sta spostando l’attenzione sempre di più sui carboidrati, che se consumati in eccesso vengono trasformati in grassi.

Per non essere schiavi delle mode, ma per seguire ciò che dice la scienza, andiamo ad analizzare se sia effettivamente vero che i carboidrati facciano ingrassare.

Innanzitutto partiamo dal presupposto che nell’accumulo di grasso, il fattore principale non siano né i grassi, né i carboidrati, né tanto meno le proteine, ma bensì il surplus calorico: semplicemente se introduci più calorie di quelle che bruci ingrasserai, indipendentemente da che tipo di alimentazione tu stia seguendo.

Ora dopo aver stabilito il fattore più importante, possiamo parlare se effettivamente i carboidrati facciano ingrassare.

Perché si pensa che i carboidrati possano fare ingrassare?

Questo si pensa perché in effetti nel nostro corpo esistono dei processi biochimici in grado di trasformare i carboidrati in eccesso in grassi.

Inoltre, questi fanno alzare l’insulina, l’ormone anabolico e antilipolitico per eccellenza.

Queste sono le due principali ragioni!

Saranno fondate? 

Per quanto riguarda la prima possiamo dire che il processo biochimico atto a trasformare i carboidrati in grassi sia poco efficace e poco utilizzato dal tuo corpo, che i carboidrati in eccesso preferisce semplicemente bruciarli!

Se parliamo dell’insulina , invece, possiamo dire che ha un importante effetto, ma che questo sia molto evidente ed importante quando insieme ad un’abbondanza di carboidrati, vi sia anche un’abbondanza di grassi.

Quest’ultimi non saranno utilizzati dai tessuti e verranno facilmente accumulati nelle tue cellule del grasso!

Quindi in definitiva cosa possiamo dire?

Che di per se nessun macronutriente fa ingrassare o dimagrire, ma è innanzitutto il totale delle calorie a  decidere verso che senso andremo.

E in secondo luogo che più che altro sarà la contemporanea presenza sia di carboidrati alti che di grassi a favorire il deposito di quest’ultimi, per questo sarebbe meglio non assumere alte dosi sia di carboidrati che di grasso nello stesso pasto o giorno.

Come dico sempre, reputo sempre opportuno, prima di iniziare un qualsiasi percorso alimentare, effettuare un check up completo che comprenda un’ analisi della composizione corporea, un elettrocardiogramma ed esame ecografico tiroide ed addome completo (Fegato, pancreas, colecisti, reni).

Resto sempre a tua completa disposizione per qualsiasi approfondimento!

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