“Ricco di antiossidanti” ma cosa sono? E perchè fanno bene?

“Ricco di antiossidanti”, chi di voi lo ha mai letto da qualche parte? Su le mani!
Ma cosa sono gli antiossidanti e perché fanno bene?

Ci sono tre termini che dobbiamo conoscere per capire cos’è un antiossidante: antiossidante appunto, ossidazione e “radicale libero”.

I “radicali liberi” sono atomi molto instabili a cui mancano alcuni elettroni che altrimenti li stabilizzerebbero. Sono prodotti dall’organismo nell’atto in cui viene scomposto il cibo, o quando ci esponiamo al fumo o alle radiazioni.

 

Il motivo per cui si ritiene che i radicali liberi siano pericolosi sta nel fatto che, essendo privi di un elettrone, attaccano la molecola stabile più vicina, rubandone uno. Quando la molecola attaccata perde il suo elettrone, diventa anch’essa un radicale libero, stimolando un effetto domino. Questo processo può portare alla morte di un cellula vivente se perdura nel tempo! Fortunatamente il nostro organismo possiede le cosiddette sostanze tampone.

Il altre parole, l’accumulo di radicali liberi nel tempo è in gran parte responsabile del processo di invecchiamento e si ritiene che possano svolgere anche un ruolo nel cancro, nelle malattie cardiache e nell’artrite.

 

 

Allora come possiamo combattere i radicali liberi?

La risposta sono gli antiossidanti. Un antiossidante è una sostanza che inibisce l’ossidazione. L’ossigeno è, infatti, un radicale libero e quando “incontra” grassi e cibo si avvia il processo di ossidazione. Immagina una mela aperta, cosa succede dopo poco tempo? Esatto, il bianco della mela inizia a diventare marrone, questo è l’effetto dell’ossidazione, un processo che chiaramente avviene anche dentro il nostro organismo.

Le molecole antiossidanti, dunque, sono abbastanza stabili da “donare” un elettrone a un radicale libero, stabilizzandolo. Questo, come puoi ben capire, arresta l’effetto domino di cui parlavamo, ritardando e inibendo il danno cellulare.

Il nostro organismo utilizza le sostanze tampone contro i radicali liberi ma trovi anche antiossidanti in alcune vitamine che vanno introdotte tramite il cibo.

 

 

Dove puoi trovare gli antiossidanti?

 

Frutta e verdura sono la migliore fonte di antiossidanti per il loro contenuto di vitamine. Una buona regola è che più scure sono buccia e polpa, maggiore è il loro livello di antiossidanti. Ma non vale solo per frutta e verdura, sono presenti anche nel cioccolato fondente e diversi altri alimenti

Nel dettaglio sono:

Vitamina A:  ha proprietà antivirali ed è importante per le mucose sane, che sono la nostra prima linea di difesa per tenere lontani gli agenti patogeni che causano malattie nel cavo nasale, orale e nei polmoni.

Le fonti sono: frutta e verdura di colore arancione come papaia, zucca, carote, patate, pomodori e verdure. Si trova anche nelle uova e nel fegato.

 

Vitamina C:  aiuta a proteggere le cellule e mantenerle in salute. È anche necessario per il tessuto connettivo, che fornisce supporto e struttura ad altri tessuti e organi.

Le fonti sono: mirtilli, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore, pompelmo, cavolo riccio, kiwi, mango, arancia, papaia, patata, fragole, pomodori e peperoni rossi, verdi o gialli.

 

Vitamina E:  è un potente antiossidante che agisce insieme alla vitamina C e al selenio per proteggere le cellule del corpo dai danni dei radicali liberi.

Le fonti sono: avocado, mandorle, semi di sesamo, arachidi, noci, germe di grano, semi di girasole, anacardi, uova, olio d’oliva, tonno, patate, verdure a foglia verde.

 

Manganese:  è un cofattore per un enzima chiamato manganese superossido dismutasi (MnSOD), che è un potente antiossidante associato alla protezione contro i danni dei radicali liberi.

Le fonti sono: verdure a foglia verde, lenticchie, pane di segale, riso integrale, farina d’avena, quinoa, grano saraceno.

Selenio: ha la reputazione di proteggere il corpo dal cancro e aiuta a proteggere il corpo dagli effetti velenosi dei metalli pesanti e di altre sostanze nocive.

Le fonti sono: noci, tonno, manzo, pollame, pane fortificato e altri prodotti a base di cereali.

 

Zinco:  è vitale per il sistema immunitario poiché è necessario per la formazione e l’attivazione dei linfociti T e aiuta a combattere i virus.

Le fonti sono: ostriche, gamberi, aragosta, carne rossa, pollame, fagioli, noci, frutti di mare, cereali integrali, cereali fortificati, semi di zucca, riso integrale e latticini.

 

Ti ricordiamo sempre di rivolgerti al medico ed al tuo nutrizionista di fiducia e che l’informazione non sostituisce le loro competenze. Essere informati e consapevoli è solo il miglior modo per ottenere il massimo risultato dal “gioco di squadra medico-paziente”

Recupera più velocemente dall’infortunio con i nostri consigli alimentari

La fisioterapia e la chirurgia sono essenziali per un pronto recupero da un infortunio, ma migliorare l’alimentazione può aiutare a sostenere un rapido recupero.

Come reagisce il tuo corpo agli infortuni

 

Qualsiasi infortunio produce infiammazione. Sebbene questa sia una parte cruciale del processo di guarigione naturale, rappresenta una fonte di grande stress per il sistema immunitario che a sua volta trova giovamento dagli alimenti, vitamine e minerali.

Quando ci infortuniamo, l’organismo stimola il sistema immunitario ad avviare una complessa catena di reazioni per iniziare il processo di guarigione. Le cellule immunitarie specializzate viaggiano verso il sito della lesione, con alcune che fagocitano e distruggono batteri e altre che isolano l’area interessata. Anche le cellule sane vicino alla lesione diventano più attive, utilizzando ossigeno ed energia extra per ricostruire il tessuto danneggiato. Quindi una buona alimentazione è essenziale.

Le scelte alimentari possono aiutare o inibire attivamente il processo di guarigione, quindi continua a leggere per scoprire come può aiutarti

 

 

Il ruolo dell’alimentazione

 

1. Potenzia la tua flora intestinale 

 

Sapevi che circa il 70% del tuo sistema immunitario si trova nei batteri buoni (flora) dell’intestino? In altre parole puoi aiutare te stesso a guarire in modo più efficiente mantenendo numeroso il tuo esercito.

Fai in modo di assumere alimenti che contengono:

 

Prebiotici (il carburante del tuo esercito)

Sitrovano in:  aglio, cipolle, integratori

 

Alimenti contenenti colture di fermenti vivi
Si trovano in:  crauti (ottimo aggiunto alle insalate), yogurt biologico naturale, ceci, drink specifici

 

Alimenti ricchi di fibre come:  avena, semi di lino, orzo e mele.

 

 

2. Mantieni ottimali i livelli di vitamina D

 

La vitamina D è un ormone che aiuta a regolare una varietà di processi sanitari cruciali nel corpo: la regolazione della nostra flora intestinale è uno dei suoi ruoli chiave. Il nostro corpo può produrre vitamina D ma per farlo ha bisogno di fonti regolari di luce solare.

Chiedi al tuo medico di analizzare i livelli di vitamina D. Ci sono fonti dietetiche limitate, quindi se i tuoi livelli sono bassi potrebbe (dovrebbe) consigliarti un integratore di alta qualità (le versioni liquide tendono ad essere assorbite meglio). Oppure chiedi consiglio al medico nutrizionista per consigliare gli integratori più efficaci in base alle evidenze scientifiche

Si trova in:  pesce azzurro e tuorli d’uovo

 

 

3. Acidi grassi essenziali 

 

Gli Omega 3 forniscono proprietà antinfiammatorie naturali ben evidenziate. Ridurre il consumo di latticini e carne rossa può anche aiutare a mediare l’infiammazione poiché questi alimenti sono ricchi di acido arachidonico, che a livelli elevati ha dimostrato di essere pro-infiammatorio.

Si trovano in: pesce azzurro, avocado, noci e semi e verdure a foglia verde

 

 

4. Ridurre lo zucchero 

 

I cibi e le bevande zuccherate promuovono l’infiammazione, quindi con l’aumento della glicemia nel sangue aumentano anche i fattori infiammatori. Lo zucchero riduce anche i livelli di vitamine immunitarie chiave come la vitamina C e lo zinco. Quindi, se tendi a nutrirti di snack zuccherini, prediligi snack proteici.

 

 

5. Mangia verdure

 

Preparare la dieta ricca di verdure a foglia verde è un altro modo per aiutarti. Molte verdure contengono vitamina C, vitamina E e zinco, tutti potenti antiossidanti che aiutano a inibire l’infiammazione e anche a ridurre i livelli di radicali liberi (prodotti di scarto tossici che vengono prodotti dove è presente l’infiammazione).

Buone fonti sono:  brocolli, spinaci, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles, cavoli ed erbe verdi come menta e prezzemolo

6. In effetti, mangia tutti i colori 

 

I colori vivaci che caratterizzano frutta e verdura sono dovuti al loro contenuto di vitamine e minerali, quindi includere una vasta gamma di frutta e verdura colorate ti assicura una buona e vasta gamma di vitamine e minerali.

I colori rosso, giallo e arancione presenti in peperoni, pomodori, albicocche e zucchine sono buone fonti di beta-caroteni (che convertiamo in vitamina A). I flavonoidi (potenti antiossidanti) e la vitamina C si trovano nelle bacche dalla buccia scura (soprattutto mirtilli), agrumi e kiwi. Gli alimenti ricchi di selenio come le noci del Brasile aiutano a diminuire le prostaglandine infiammatorie e a diminuire i fattori stressogeni.

 

 

7. Aumenta le proteine ​​

 

Siamo fatti di proteine ​​e i processi di riparazione e sostituzione dipendono da loro, quindi assicurati che ogni pasto includa fonti facilmente digeribili.
Buone fonti: pesce, uova, pollame (ruspante se possibile per proteine ​​di migliore qualità e livelli inferiori di grassi saturi) avena, riso integrale, fagioli, lenticchie e quinoa.

 

 

E infine…

Alcuni antinfiammatori, con forti evidenze, da poter inserire nella dieta sono:

  • Cocco fresco (pezzi crudi, acqua di cocco e olio di cocco)
  • Curcuma , che può essere aggiunta a zuppe, stufati, frullati e durante la cottura di cereali e verdure
  • Zenzero (lavare ma non sbucciare durante l’uso, altrimenti perderai alcuni dei suoi benefici)

 

 

Nutrizione: cosa fare e cosa non fare quando si cerca di avere un bambino

Con così tanti consigli contrastanti che si trovano online, è difficile sapere se l’alimentazione può dare il suo contributo a tutte le donne che vogliono migliorare la propria fertilità. Vediamolo insieme!

Cosa fare

    • Sostituisci gli alimenti trasformati con alimenti freschi, preferibilmente biologici comprese verdure, frutta e carni di animali da allevamenti non intensivi. Ciò ridurrà la tua esposizione agli xenoestrogeni (estrogeni ambientali) che possono alterare il tuo equilibrio ormonale.
    • Aumenta l’assunzione di grassi sani tra cui pesce azzurro, olio di cocco, olio d’oliva, olive, noci e avocado. Aiutano ad aumentare il muco cervicale
    • Assumi più proteine del solito, ​​ma assicurati di ottenerle da fonti diverse. varia tra uova biologiche, carne magra, quinoa, pesce, grano saraceno, riso e fagioli.
    • Bevi molta acqua, evita la disidratazione e ad espellere le tossine che possono ostacolare la produzione del muco cervicale.
  • Fai piccoli spuntini durante il giorno ogni 3-4 ore per controllare i livelli di zucchero nel sangue.

 

 

Non fare

    • Bere alcolici. Ok, un po’ va bene, ma nulla in più. L’alcol inibisce lo zinco, un nutriente chiave per la fertilità sia negli uomini che nelle donne.
    • Consumare troppa caffeina. Stressa le ghiandole surrenali e può contribuire allo squilibrio della glicemia.
  • Fumo. Il fumo è nemica della vitamina C, che è un importante antiossidante ed è amica della fertilità.

Barbabietola e problemi vascolari

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Cosa succede quando si ha l’ipertensione o il colesterolo alto?

 

L’ipertensione e il colesterolo alto possono danneggiare uno strato della struttura vascolare chiamato endotelio. È responsabile della produzione e del rilascio di ossido nitrico, che aiuta i vasi a dilatarsi.

In alcuni casi, quando l’endotelio è danneggiato, non solo non rilascia abbastanza ossido nitrico, ma quel poco reagisce con il tessuto danneggiato, inducendolo a fare l’opposto e cioè a contrarsi piuttosto che dilatarsi.

Se la pressione sanguigna e il colesterolo rimangono alti per un certo numero di anni, il danno all’endotelio può diventare abbastanza grave da aumentare i rischi di complicazioni come angina, infarto e ictus.

In sostanza l’ipercolesterolemia porta ad un accumulo di placca all’interno del rivestimento dell’endotelio. Più aumenta e più l’endotelio di assottiglia col rischio di rompersi. In quel caso, i residui fluirebbero verso i vasi sanguigni più piccoli di cuore e cervello, e l’ipertensione peggiorerebbe ulteriormente questo meccanismo.

 

 

Cosa puoi fare al riguardo

 

Innanzitutto rivolgiti ad un medico nutrizionista prima di apportare modifiche in base ad articoli trovati su internet, soprattutto se stai assumendo farmaci.

C’è un modo per promuovere la funzione dell’endotelio, ovvero introdurre più nitrati possibili nella dieta.

Fortunatamente per noi, le radici e le verdure a foglia sono piene di nitrati. Le migliori fonti per ottenere l’ossido nitrico includono lattuga, rucola, spinaci, barbabietola, sedano e altre lattughe.

La barbabietola, ad esempio, contiene circa 281 mg per 100 g), e ci sono studi che dimostrano che 250 ml di succo di barbabietola concentrato al giorno per quattro settimane può ridurre i livelli di pressione sanguigna in coloro che ne soffrono.

Ci sono prove evidenti che questi cibi e bevande ricchi di nitrati promuovono la salute vascolare e possono avere un impatto positivo. Inseriscili nel tuo programma alimentare insieme ad altre buone abitudini come aumentare l’attività fisica ed assumere grassi sani.

Alcuni consigli alimentari per l’ipertensione

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Scegliere, in autonomia, cosa scegliere e cosa escludere dalla dieta può essere molto difficile. Questa guida ti aiuterà a fare le scelte giuste in caso di ipertensione.

Magnesio

 

Il magnesio è importante a livello muscolare e in fase di rilascio dopo una contrazione, e può anche utile contro l’ipertensione. Il magnesio lo troviamo nelle verdure a foglia verde come gli spinaci, nei cavoletti di Bruxelles, nelle bietole, nei cereali integrali come la quinoa e il riso integrale, nelle noci e nei semi come sesamo e semi di zucca.

 

 

Melograno

Il melograno ha una serie di proprietà benefiche che lo aiutano a contrastare la formazione di placche nelle arterie e in generale a migliorare la salute cardiovascolare. Mescolare i semi di melograno nello yogurt naturale con aggiunta di semi di lino per un spuntino perfetto. Altrimenti, puoi assumere un bel bicchiere di succo di melograno al giorno.

 

 

Antiossidanti e vitamina C

 

Frutta e verdura sono ricchi di vitamina C ed antiossidanti, tra queste troviamo nello specifico carote, asparagi, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavoli, pomodori, mirtilli, kiwi.

 

Aglio crudo

 

L’alito sgradevole può valere la pena se la pressione sanguigna è una condizione della quali soffri. Scherziamo ovviamente, ma solo sulla prima parte! L’aglio contiene allicina, un antibiotico naturale, ed è collegato a notevoli miglioramenti della pressione sanguigna. Deve essere crudo e abbondante, quindi pensa di aggiungerlo a un condimento per insalata con olio d’oliva e succo di limone o mescolalo a fine cottura.

 

Barbabietola

La barbabietola contiene nitrati che supportano la vasodilatazione (la dilatazione dei vasi sanguigni) che a sua volta riduce la pressione sanguigna. Prova a fare una spremuta di barbabietole con carote, mele e zenzero, oppure falle arrosto e grattugiale sull’insalata.

 

Pesce azzurro (Omega 3)

I pesci grassi come la trota, il salmone selvatico, le sarde e lo sgombro contengono grassi essenziali antinfiammatori, noti anche come colesterolo buono. Mangiane due o tre volte a settimana.

 

 

Fibra

Inizia la giornata con semplice porridge non zuccherato/non salato cosparso di semi di lino macinati o fai degli spuntini con noci e bastoncini di carota e sedano. Sostituisci le farine raffinate con cereali integrali come riso integrale, pasta integrale e quinoa. Aggiungi legumi a zuppe e stufati e mangia una porzione extra di verdure o un’insalata con un po’ di pane.

Il sedano coadiuva la vasodilatazione aiutando a prevenire l’ipertensione. Mangia i gambi di sedano immersi in una crema di ceci.

 

Evita le due S e la Z se hai la pressione alta

 

Sale

 

Riduci l’assunzione di sale. Il sale si nasconde ovunque ed il limite standard consentito è di 6g al giorno. Quindi se usi del sale extra, assumi sale iodato usandolo sempre con parsimonia. Piccolo suggerimento, non spendere cifre esorbitanti per quei tipi di sale particolari, anche se possiedono proprietà aggiuntive, sono assolutamente irrilevanti considerando le quantità d’assunzione consentite

 

 

Stimolanti

 

Riduci gli stimolanti come tè, caffè, alcol, zucchero e bevande energetiche. Troppa caffeina mette il corpo in “allerta” innescando il rilascio di ormoni dello stress, aumentando la frequenza cardiaca, la respirazione e la pressione sanguigna.

 

 

Zucchero

 

Lo zucchero è un problema poiché viene convertito in grasso se non viene utilizzato durante l’esercizio fisico. Tieni presente che molti cibi “dietetici” e “a basso contenuto di grassi” (o yogurt aromatizzati) contengono più zucchero. Leggi le etichette, SEMPRE!

4 cose che forse non sapevi sulla terapia nutrizionale

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Ti stai chiedendo come migliorare la tua salute e il tuo benessere? Ti spieghiamo perché iniziare una terapia nutrizionale ha più senso di quanto tu possa pensare.

Non è solo questione di peso

 

La terapia nutrizionale cerca di regolare l’equilibrio chimico del tuo organismo. Si tratta di fornirgli il giusto mix di sostanze nutritive per funzionare al meglio, qualunque siano i tuoi obiettivi.

 

Sì, per alcune persone, l’obiettivo potrebbe essere quello di modificare la composizione corporea, ovvero ridurre il grasso, raggiungere un peso forma, aumentare la massa muscolare o migliorare la densità ossea.

 

Tuttavia, esistono casi in cui ti viene chiesto di contrastare l’ipertensione, o i livelli di colesterolo, apportando cambiamenti radicali all’alimentazione. Quindi imparare come effettuare questi aggiustamenti ti assicura di poterli rispettare.

 

 

I terapisti nutrizionali sono altamente qualificati

Quanti di voi pensano che le informazioni presenti su internet sono sufficienti per far fronte a tutte queste esigenze? Perché pagare un nutrizionista per dirmi esattamente le stesse cose?. Conosciamo la risposta!

 

Beh, la differenza sta negli esami! Dunque, a patto che tu non sia in grado di effettuare un’autodiagnosi e di testare autonomamente il tuo organismo, il medico nutrizionista è l’unico che può farlo, ed è anche l’unico che può avere un quadro certamente più completo su di te. Chi può farlo online? Conosciamo anche questa risposta.

 

I terapisti della nutrizione utilizzano le evidenze scientifiche per formulare le loro raccomandazioni. Il loro approccio comprende il modello di medicina funzionale e di diagnosi differenziale, interamente incentrate sul paziente. Questo modello si concentra sull’identificazione dei problemi con una visione globale sull’organismo, intercettando ulteriori problemi, cause o sintomi che potrebbero contribuire allo sviluppo di ulteriori patologie.

 

La consultazione iniziale di 45 min circa, la si dedica agli esami e all’ascolto attivo della storia clinica, e a fornire consigli nutrizionali personalizzati. Verranno altresì prescritti ulteriori esami se necessario.

 

 

La terapia nutrizionale può aiutare a gestire altre condizioni

 

Non ci stancheremo mai di dirlo: non è solo una questione di peso! La terapia nutrizionale agisce su:

  • Malattie della pelle ( acne , eczema, psoriasi, dermatite )
  • Disturbi digestivi ( IBS e costipazione)
  • Problemi di salute mentale ( stress, depressione e ansia)
  • Salute del cuore, problemi di colesterolo e ipertensione
  • Allergie e intolleranze
  • Disturbi del comportamento alimentare
  • Nutrizione sportiva
  • Problemi di salute fisica (sclerosi multipla, fibromialgia e osteoporosi)

 

 

No! Non mangerai solo insalata e cibo insipido

I nutrizionisti sono campioni dell’equilibrio e della varietà: si preoccupano dell’alimentazione di cui il tuo corpo ha bisogno e ti guidano nelle diverse alternative possibili per goderne al massimo.

Potresti discutere su come fare scelte migliori durante le crisi di fame, o sul concetto di porzione ragionevole o, ancora, come bilanciare le complesse esigenze nutrizionali dei membri della famiglia e come sostituire gli alimenti che si adattano meglio alle tue condizioni fisiologiche.

Lavorando con un terapista nutrizionale, riceverai consigli e indicazioni dettagliate e personali che si adattano alle tue esigenze, obiettivi e circostanze.

4 alternative ai classici spuntini per la gestione della pressione alta

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4 spuntini per la pressione alta

Fare spuntini frequenti non è sempre una scelta malsana. In effetti, può essere un buon modo per mantenere alti i livelli di energia. Purtroppo è la vita frenetica che, a volte, porta a fare scelte che potrebbero rivelarsi pericolose in alcuni casi. Dunque, quando hai voglia di uno spuntino, considera di poterli sostituirli con qualcosa di più sano e che ti sazierà comunque.
  • Scambia i dolci con una manciata di semi con un frutto
  • Scambia le barrette di cioccolato con barrette di avena o del pane con semi con crema di mandorle senza zucchero o del burro di arachidi
  • Scambia i budini con una tazza di yogurt greco cosparso di semi, una manciata di mirtilli e mezza banana
  • Scambia patatine e salse con una crema di ceci con bastoncini croccanti di carota, sedano o peperone.

 

Se soffri di pressione alta, possiamo consigliarti ulteriori strategie alimentari ed esercizio fisico. Il nostro medico nutrizionista può ascoltarti per creare piani alimentari adatti alle tue esigenze specifiche.

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6 segnali che ti suggeriscono che dovresti rivolgerti ad un medico nutrizionista

Se “siamo ciò che trasformiamo” e, in parte, anche ciò che mangiamo, è logico che dovremmo rivedere le nostre abitudini alimentari quando avvertiamo che qualcosa inizia a mutare. Ti elenchiamo 6 segnali che potrebbero suggerirti di aver bisogno di un medico nutrizionista.

1. Crolli energetici e stanchezza 

Le crisi energetiche, durante il giorno (tipicamente a metà pomeriggio), sono spesso un segno di fluttuazioni dei livelli di zucchero nel sangue (glicemia alterata).

Assumere tanti zuccheri aumenta la glicemia, questo è chiaro a tutti! Ciò che spesso si bypassa, però, è che un repentino calo della glicemia porterà ad avvertire voglia di dolce nel breve termine. Questo crea un ottovolante ed una continua e fluttuante sensazione di fame che ci accompagna per tutto il giorno.

 

Quindi in generale è meglio mantenere un livello glicemico costante scegliendo cibi a basso contenuto di zucchero cercando di ridurre al minimo i picchi.

Chiedi al tuo medico nutrizionista di supportarti sviluppando un piano semplice da seguire.

 

 

2. Sonno alterato

 

Quanti di voi hanno provato, durante la notte, l’esperienza di girarsi continuamente e di svegliarsi al mattino con la sensazione di aver lavorato una settimana senza sosta?

Come dici? Ti capita spesso? Una delle prime cause potrebbe essere proprio l’alimentazione!

Questo è una di quelle situazione in cui il medico nutrizionista potrebbe aiutarti consigliandoti delle cene a base di alimenti e sostanze/integratori che supportano la qualità del sonno.

 

 

3. Problemi digestivi

 

Sintomi come gonfiore, flatulenza, diarrea, stitichezza o bruciore di stomaco non sono normali e possono essere affrontati attraverso dei cambiamenti mirati alle abitudini alimentari.

 

Dopo aver esaminato il tuo diario alimentare, i nutrizionisti possono consigliarti di ridurre o apportare determinati alimenti nella tua dieta, noti per il loro potenziale sui problemi intestinali. Saranno anche in grado di consigliarti le migliori strategie per migliorare l’equilibrio della flora batterica intestinale.

 

 

4. Emicranie o mal di testa

 

La frequenza e la gravità del mal di testa possono spesso essere ridotte modificando la dieta. Identificare le intolleranze alimentari, eliminare alimenti contenenti ammine (cioccolato, formaggio, agrumi, birra, vino), ridurre al minimo le fonti alimentari di acido arachidonico (grassi animali) e affrontare i problemi intestinali possono portare a un netto miglioramento dei sintomi.

 

5. Malattie della pelle (es. eczema)

 

Alcuni alimenti come uova, latte, pesce, soia o grano sono noti per il loro potere di favorire il peggioramento dell’eczema, mentre un aumento degli acidi grassi essenziali (presenti nello sgombro, nell’aringa, nel salmone, nei semi di lino) può essere un trattamento efficace per alleviarne la sintomatologia.

Anche in questo, il medico nutrizionista, può aiutarti a creare un menu con delle idee di ricette utili per il trattamento.

 

 

6. Dolori… e ancora dolori

 

Molti alimenti hanno proprietà antinfiammatorie e quindi possono aiutare a ridurre parte del dolore causato dall’infiammazione. Il pesce azzurro, ad esempio, e alcuni frutti, tra cui papaia e ananas, supportano anche una risposta antinfiammatoria.

 

Il cibo è molto più di una fonte di energia. Assicurarsi di assumere alimenti sani, e nelle giuste quantità, può migliorare la salute, in maniera sorprendente. Se hai un problema di salute dovresti parlare con il tuo medico, scoprirai che molte situazioni sono risolvibili con la dieta sana.

 

Osservando il contenuto della dieta e la pianificazione dei pasti, gli orari dei pasti e affrontando la fattibilità di questi cambiamenti, possiamo creare un piano dietetico per garantirti l’assunzione dei giusti alimenti, tenendo conto delle possibili influenze dello stile di vita.

5 consigli alimentari per aiutarti a ridurre il livello di colesterolo

Valori alti di colesterolo sono il campanello d’allarme che dovrebbe spingerti ad attenzionare ciò che mangi. Banale, certo, ma mai scontato a quanto pare!

Questi cinque suggerimenti ti mostreranno alcuni piccoli cambiamenti che puoi apportare per migliorare il tuo profilo lipidico:

 

 

1. Dieta mediterranea

 

Allontanarsi dalla frequente assunzione di carni rosse e cibi grassi diventa una strada percorribile se si opta di sostituire il tutto con la dieta mediterranea. È stato dimostrato che aumentare l’assunzione di pesce, verdura, frutta, fagioli, cereali e olio d’oliva riduce il colesterolo LDL (quello cattivo) e aumenta il colesterolo HDL (quello buono).

 

 

2. Mangia più fibra

 

Mangiare più fibre alimentari solubili ha un impatto positivo sui livelli di colesterolo. Assicurati di assumere ad esempio dell’avena, dell’orzo, noci, semi, fagioli, lenticchie e piselli. E’ un buon modo per aumentare i livelli di fibra alimentare. Anche i cavoletti di Bruxelles e le arance sono buone fonti.

 

 

3. Prova qualcosa di nuovo

 

Ci sono molte alternative a ciò che mangiamo quotidianamente. Spesso queste alternative possono essere più utili quando si tratta di ridurre i livelli di colesterolo, che fortuna!

Ad esempio, sostituisci la sfoglia delle lasagne con fette di melanzane per aumentare la fibra solubile. Se metti del latte intero o scremato nel tè o nel caffè,  prova come alternativa il latte di soia. Oppure, puoi fare un ulteriore passo avanti sostituendo il riso con l’orzo perlato. L’orzo è un’ottima fonte di beta-glucano che aiutano a fermare l’assorbimento del colesterolo cattivo (LDL).

 

 

4. Acidi grassi Omega 3

 

L’aumento degli acidi grassi dal pesce azzurro è correlato ad un miglioramento dei livelli di colesterolo. Per cominciare, cerca di mangiare pesce azzurro, trota o del salmone selvatico, una o due volte a settimana. Potresti anche prendere in considerazione l’assunzione di integratori di Omega 3.

 

 

5. Elimina i grassi cattivi

 

Per abbassare il livello di colesterolo, dovresti anche ridurre l’assunzione di grassi saturi e grassi trans. I grassi saturi si trovano in alimenti come carni lavorate, carni grasse, formaggi, latte intero e burro. Questi tipi di grassi non dovrebbero costituire più del 7% delle calorie totali.

I grassi trans si trovano nei cibi fritti, in molti piatti da asporto, torte e pasticcini. Idealmente dovrebbero essere evitati del tutto.

anca

4 segnali che indicano che potresti aver bisogno di una protesi d’anca

Alcuni problemi all’anca ti impediscono di svolgere le attività quotidiane? In questo articolo vediamo i segnali che indicano che potresti aver bisogno di un intervento.

Premesso che non ci sono regole fisse quando si tratta di protesi d’anca, e mentre l’intervento chirurgico è comunemente associato ai pazienti più anziani, in verità è una procedura che cambia la vita a chiunque abbia un’articolazione dell’anca “usurata”.

I seguenti segni possono indicare l’artosi d’anca o essere sintomi di altri problemi. Il modo migliore per diagnosticare con precisione le sue condizioni è parlare con uno specialista e sottoporsi a una radiografia.

 

 

1. Dolore all’anca o all’inguine

 

Il dolore intorno all’anca o all’inguine può essere uno dei principali indicatori che potrebbe esserci un problema sottostante all’articolazione. Diamo un’occhiata ai diversi modi in cui può manifestarsi.

 

Dolore durante la deambulazione

Se il dolore all’anca o all’inguine ti impedisce di camminare per distanze normali o di completare le tue solite attività quotidiane, chiedi una consulenza specialistica.

È importante ricordare che questo parametro è strettamente personale e soggettivo. Mi spiego meglio, per alcuni potrebbe voler dire non riuscire a raggiungere la cassetta della posta, per altri non riuscire a fare 2km, tutto dipende dal proprio stile di vita e a ciò che si è abituati a fare di norma.

 

Chiedere un consulto è importante perchè spesso si tende a compensare (accontentarsi) zoppicando o fare affidamento ad un bastone da passeggio o peggio abusare di antidolorifici solo per far fronte al dolore. Mettere la polvere sotto il letto, quasi sempre, non è una strategia!

 

Dolore durante l’esercizio

Avvertire dolore durante o dopo l’esercizio fisico, che si tratti di jogging, nuoto o altre attività fisiche, può essere un segno di artrosi d’anca  .

Il dolore è solitamente localizzato tra l’anca e il ginocchio. Se il dolore è più basso verso la caviglia, il problema potrebbe essere causato da problemi alla schiena.

 

Dolore notturno

Anche se il dolore all’anca rende difficile addormentarsi o interrompe il sonno più volte durante la notte, è il caso di consultare lo specialista.

 

 

2. Rigidità

La difficoltà a mettere le scarpe o le calze è un segno comune di rigidità all’anca, soprattutto se ti viene più difficile su un piede che sull’altro. A volte potresti anche avvertire uno schiocco durante tutto il movimento dell’anca.

 

 

3. Test ad una gamba

Se non riesci a stare in piedi su una gamba per più di un minuto, anche con il supporto di una porta o del piano di un tavolo per non perdere l’equilibrio, beh, questo è un altro segnale.

 

Ci sono comunque esercizi che puoi provare a casa per vedere se riesci a trarre beneficio, in termini di dolore, all’anca. Per esempio:

  • Sdraiato sulla schiena o seduto, puoi portare il ginocchio al petto? Aiutati con le mani, se necessario.
  • Sdraiato sulla schiena, puoi spostare la gamba di lato senza muovere il tronco?
  • Seduto su una sedia, puoi posizionare la caviglia sul ginocchio opposto e lasciare che il ginocchio cada il più possibile?
  • Per ogni test, confronta entrambi i lati del tuo corpo. Potresti trovare il test più facile da un lato che dall’altro e molte persone lo notano.

 

 

4. Nessun sollievo da altri trattamenti

La maggior parte dei problemi all’anca può essere risolta senza una sostituzione completa dell’anca. L’ortopedico valuterà la gravità della situazione e sceglierà il percorso o la terapia più adatta, perchè se il dolore all’anca non limita gravemente la tua vita quotidiana, o hai trovato sollievo da procedure alternative ed esercizi, probabilmente, la protesi non è ancora l’opzione giusta per te. Tuttavia, se hai già tentato terapie alternative, forse, è giusto considerare un miglioramento della qualità della tua vita, il prima possibile

 

 

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