“Miracolo” a Catania

Lo sport di oggi è sempre più avaro di favole, ci sono campioni famosi ed imprese eclatanti è vero, ma non sembra raccontare quotidianamente quelle storie che un bambino ascolterebbe con gli occhi sognanti e la bocca spalancata, storie così si trovano solamente rovistando nel baule della memoria sportiva.

 

Quella che stiamo per raccontarvi è una favola vera… ci sono due ragazze, che si ritrovano con la promessa di riportare in auge una società sportiva, oltre a garantire ai bambini etnei il sogno di dedicare la propria vita a giocare a pallanuoto, questo strano sport in Italia, in una provincia del sud piena zeppa di problemi.

 

Miracolo a Catania è la storia di un’intera città andata in gol, una storia di amicizie, sogni, cadute, rinascite e speranze. E’ un romanzo popolare scritto da piccole e grandi eroine del nostro tempo.

 

L’ARABA FENICE

 

La prima regola per chi volesse realizzare un miracolo è essere nettamente sfavoriti dalla sorte ed avere un sogno al quale nessuno crede più… tranne te!

 

Il miracolo a Catania inizia 3 anni fa, come dicevamo, con una promessa…….

 

Siamo a Settembre del 2016 e basta guardare le facce dei protagonisti per capire che gli ultimi anni sono stati i peggiori della propria gloriosa storia, anni in cui in tanti davano la squadra per spacciata, perennemente sull’orlo della retrocessione.

 

Questa squadra del 2016 è composta quasi esclusivamente da giocatrici del vivaio Catanese, Valeria Palmieri, Claudia Marletta, Isabella Riccioli e Roberta Santapaola, in 4 non arrivano a 60 anni. Questa truppa di Catanesi, estremamente giovani con delle responsabilità, sono come dei personaggi che si ritrovano ad una festa senza essere stati invitati (Oggi eccellenti campionesse), raggiungere l’evento di “gala” delle final six per vincerle sembra davvero impossibile.

 

L’ANGELO CUSTODE

 

La seconda regola per realizzare un miracolo è avere un luogo magico dove allenare il proprio talento.

 

Catania lo ha appena trovato e si chiama EKIPE. Qui, ogni giorno, le ragazze lasciano un pezzo di cuore perché questo è molto più di un centro sportivo, è una vera e propria cattedrale nel deserto, una sorta di luogo mistico dove potersi “rifugiare”!

 

L’artefice è Giorgio Bartolini, un grandissimo imprenditore, che prende per mano le nostre due sognatrici e le conduce in questo cammino pieno di insidie. Del resto si sa, da soli si va veloci ma è insieme che si va lontano!

 

Bartolini crea qualcosa che inizia ad attirare un sostanzioso numero di bambini che giocano ed iniziano ad appassionarsi alla pallanuoto, a credere che possa diventare una strada di divertimento e realizzazione. Una vera favola in un periodo storico dove ormai, un sogno, è anche difficile averlo.

 

DAMMI LA MANO

 

La terza regola per realizzare un miracolo è avere qualcuno che ti mostri come si fanno i miracoli, che ti consegni le istruzioni e ti sveli i trucchi.

 

A questo punto della storia le due nostre sognatrici prendono forma e ve le presentiamo… Si chiamano Tania Di Mario (Vi confesso che la prima volta, al telefono, chiamai questa dea olimpica Elena, 2 secondi di silenzio che sapevano tanto di “Davvero non sa chi io sia?”… mea culpa!!!) e Martina Miceli, romane doc ma da diversi anni ai piedi dell’Etna, sono ormai Catanesi al 100%!

 

Nella nostra storia, Tania e Martina, sono rispettivamente il presidente e l’allenatrice ma sono dei veri monumenti della storia della pallanuoto Italiana e dello sport in generale (medaglia Olimpica nel 2016 per la prima, medaglia Olimpica nel 2004 per la seconda).

 

Presentati i primi due protagonisti, torniamo dove eravamo rimasti, a Settembre del 2016. A mettere in pratica i consigli dei maestri, arriva a Catania un’altra Siciliana d’adozione… entra in scena la terza artefice di questo miracolo, si chiama Arianna Garibotti, “un’ex formichina tra le medaglie Olimpiche” ma che adesso è diventata grande ed è pronta per essere la vera leader di questo gruppo.

 

MISSIONE CONDIVISA

 

La quarta regola per realizzare un miracolo è la più semplice di tutte… quando ti trovi in difficoltà, fa come se fossi in un gioco di strategia, aspetta che arrivino gli alleati a risolvere la situazione.

 

La clessidra della nostra storia continua inesorabilmente a gettare granelli di sabbia sul fondo, il tempo stringe, e Tania Di Mario capisce che convincere alcune delle migliori giocatrici del mondo è l’unico modo per imboccare la 4 strada che porta al miracolo.

 

Tra il 2017 e il 2018 arriveranno Roberta Bianconi (Miglior tiratrice al mondo), Rosaria Aiello (Catanese doc), Giulia Gorlero (Miglior portiere al mondo), una giovanissima Carolina Ioannou, Sabrina Van Der Sloot (Miglior giocatrice d’Europa), Ilse Koolhaas (20enne dalle caratteristiche fisiche devastanti, in grado di bloccare qualsiasi avversaria finisse sulla sua strada) ed Aurora Condorelli (Giovanissima portiere proveniente dal vivaio)

 

ESSERE COMPLEMENTARI

 

Trovarsi molte campionesse in squadra, però, non sempre garantisce successi e soprattutto non è di semplice gestione, infatti la quinta regola per realizzare un miracolo è “prendersi le proprie responsabilità mettendosi al servizio della squadra”.

 

Un concetto che non sembra essere ben chiaro, inizialmente, all’interno di un gruppo di stelle e i rapporti personali ne risentono. A complicare la situazione sono le sconfitte rimediate contro le dirette concorrenti per lo scudetto. Davvero in pochi sarebbero pronti a scommettere che, nel 2019, la promessa possa materializzarsi.

 

Il colpo a sorpresa arriva quando tutto sembrava imboccare la via del non ritorno. Martina Miceli, come le più grandi strateghe, fa una scelta che rimescola le carte e i ruoli. Pian piano le campionesse mostrano cosa sono venute a fare a Catania trasformando una squadra, confusa e smarrita, in un gruppo di amiche che gioca, vince e si diverte.

 

IL POSTO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO

 

La sesta regola per realizzare un miracolo dice di farsi trovare pronti per il momento magico.

 

I miracoli richiedono tempi e luoghi precisi e magari un evento inatteso che ti da quel pizzico di fiducia che fa la differenza. L’evento inatteso è la vittoria della coppa europea Len portata ai piedi dell’Etna appena un mese fa. Un tempismo perfetto per essere pronti al momento magico, sarà infatti proprio Catania, in primavera, ad ospitare le final six.

 

Si tratta di un evento per il quale, le 6 migliori squadre del campionato, lavorano duro da un anno intero. Si sfidano in scontri diretti per decretare i campioni d’Italia. Nel 2018 Catania partecipa da favorita ma perde il titolo ai rigori.

 

Quando risorgi dalle tue stesse ceneri, può starci di non vincere alla prima occasione, ma c’è sempre una promessa da mantenere e, a questo punto, i mesi restanti sono appena 12.

 

LEADER SI NASCE, E SI DIVENTA

 

La nostra storia sta per volgere al termine… E’ un pomeriggio del 10 Maggio 2019, 1500 persone si apprestano a scalare una montagna, un’ascesa impervia, la conquista del 20esimo scudetto, un risultato che nessuno ha mai raggiunto. L’orizzonte vince all’esordio, vendicando la sconfitta del 2018 contro Padova, ma ad attenderla in finale ci sarà la SIS Roma, debuttante tra le grandi, ma con diverse giocatrici di livello internazionale.

 

E’ domenica, sono le 15,30, e l’inizio della finale non è dei migliori. Diremmo che, quando il gioco si fa duro, è il momento delle senatrici… Van Der Sloot e Garibotti prendono per mano la squadra ribaltando il punteggio, Gorlero, Aiello, Palmieri e Koolhaas lo difendono ma, mentre tutte iniziano a sedersi sulle proprie sicurezze, arriva puntuale il rientro delle avversarie facendo riaffiorare i ricordi della finale 2018.

 

I gol delle capitoline sono pugni a freddo che tramortiscono l’ambiente. Serve qualcosa, ed è qui che entra in scena la settima ed ultima regola per realizzare il miracolo… “Quando i più grandi ti hanno trasmesso i loro segreti, è giunta l’ora di metterti in prima linea”.

 

La prima ad applicare la settima regola è Claudia Marletta che ormai ha la piena fiducia delle compagne quando bisogna finalizzare un’azione in superiorità numerica. Claudia spiega a tutti che è arrivato il momento di vestire la calottina della Nazionale mettendo a bersaglio un tiro potente e preciso (è 4 a 3).

 

Roberta Bianconi segna un gol da fantascienza ma nello sport non c’è mai nulla di scontato, i due gol di vantaggio non lasciano per nulla tranquilli giocatrici e tifosi. Serve un gol per tagliare le gambe alle avversarie, la difesa è asfissiante… attenta… precisa… occorre trovare il momento giusto.

 

Il momento giusto arriva a 2 minuti dal termine quando, dal nulla, entra in scena la seconda giocatrice a mettere in pratica la settima regola, è Carolina Ioannou. Nuota a 6 metri dalla porta, da sola, e come la più navigata delle veterane si innalza maestosamente dall’acqua scagliando un tiro di pura responsabilità. 1500 persone, con gli occhi della speranza, seguono quel pallone per 1 interminabile secondo accompagnandolo fin sotto all’incrocio dei pali.

 

La giovanissima partenopea alla quale, altrove, avevano tentato di soffocare la carriera e che piangeva, adesso segna e piange di gioia per aver spiccato definitivamente il volo verso un futuro luminoso da grande campionessa…

 

Alle 16,45 del 12 Maggio 2019 l’Orizzonte è campione d’Italia esattamente 3 anni dopo quella promessa a 4 occhi. Con tutte queste campionesse non è certo un miracolo, direte in molti, ma per la prima volta nella sua storia questo scudetto sembra ripagare l’idea di riforma della società e della città intera attraverso il talento e lo sport. E’ questo, il vero miracolo…

 

“Ve pare poco?!?!” direbbero le due nostre (ex) sognatrici!

 

ANDREA ROMEO

Il caffè allunga la vita! Si! No! “Boh”!

Il Dr Rosa dice che ho la bile un po’ densa ultimamente, e come se non bastasse, i fattori di rischio per il mio fegato, aumentano vertiginosamente soprattutto nel week-end!!!

 

Dovrei prepararmi a due giorni di potenziale relax, ed invece, eccomi qua! Altro week-end, altra bile!

 

Ore 7, svolgo la mia sessione mattutina di spionaggio Facebook, e trovo un articolo che ha già ottenuto trilioni di commenti, like e condivisioni…

 

Bere caffè allunga la vita

 

Senza voler entrare nel merito dei blog, anche di un certo calibro (il che mi lascia abbastanza basito), mi chiedo come possano essere pubblicati articoli fondati un po’ sulla scienza e un po’ sul nulla!

 

Si, perché scrivere un articolo, in cui si traggono conclusioni assolutistiche (senza alcuna competenza in analisi scientifica) mi sembra un po’ un azzardo, infatti il danno non tarda ad arrivare!

 

A quale danno mi riferisco? Per spiegarlo in parole semplici mi affido ad Evan Williams, fondatore di Twitter che l’anno scorso esordì dicendo…

 

Credevo che il mondo sarebbe diventato automaticamente un luogo migliore, una volta che chiunque fosse stato in grado di parlare liberamente e scambiare informazioni e idee… Me ne sono pentito!!!

 

Anche un “Amen” calzerebbe a pennello!

 

Penserai… “Ma se Caio, che ha un certa autorevolezza, pubblica un articolo del genere, perché mai non dovrei crederci?”

 

Giusto, infatti non è richiesto che 7 miliardi di individui al mondo comprendano la scienza, basterebbe solo esserne consapevoli ed evitare di divulgare o consigliare ad amici e parenti in assenza di fondate certezze! Visto? Problema risolto!

 

Comunque, torniamo al caffè che salverà il mondo.

 

Lo studio in questione è “Coffee Drinking and Mortality in 10 European Countries: A Multinational Cohort Study”, lo trovi a questo link https://bit.ly/2AK56b6

 

Si tratta di uno studio effettuato su 500.000 persone sane in tutta Europa, in cui è stato analizzato se il consumo di caffè, nell’arco di 16 anni, fosse associato a tutte le cause, o a cause specifiche di morte (Cardiache e Metaboliche)

 

Bene!

 

Analizziamo quindi il tipo di studio effettuato, si tratta di un COHORT STUDY, significa uno studio effettuato su un gruppo di persone che condividono una caratteristica (Bevitori di caffè, Non bevitori di caffè).

 

Ci si è basati sull’analisi di alcuni valori ematici valutando, quindi, una sorta di incidenza epidemiologica. Infatti, tali studi, sono considerati quelli che forniscono risultati sostanzialmente affidabili nell’epidemiologia “OSSERVATIVA” (Fonte Wikipedia).

 

Per avere dei risultati più concreti, si dovrebbe effettuare uno studio “gerarchicamente” superiore, uno studio randomizzato controllato (Per saperne di più: https://bit.ly/2HwvSLe )

 

Infatti, senza perderci in ulteriori chiacchiere o tecnicismi, il limite dello studio in questione salta subito all’occhio nelle conclusioni

 

Reverse causality may have biased the findings

 

Significa “Causalità inverse hanno potuto influenzare i risultati”, che in filippino vuol dire:

 

  • E se alcuni, pur bevendo caffè, svolgevano uno stile di vita attivo e un’alimentazione sana?
  • E se alcuni, pur NON bevendo caffè, svolgevano uno stile di vita pessimo, predisponendosi a fattori di rischio e decessi?

 

Nessuno lo sa, perché non sono stati presi in considerazione situazioni simili (essenziali a mio avviso, non credi?), ci si è solamente basati sull’aspettativa di vita tra chi beveva e chi non beveva caffè, that’s it!

 

Tra le citazione di questo studio, inoltre, figurano altri studi che hanno cercato di valutare l’incidenza dell’assunzione del caffè in determinate patologie

 

Ecco un esempio:

  • Studio: Assunzione di caffè per la cura della steatosi Epatica ( https://bit.ly/2Fl49HC )
  • Conclusione: In conclusion, our study suggests that coffee intake was not associated with any lower oddsfor hepatic steatosis in either non-alcoholic or alcoholic forms
  • Traduzione: In conclusione, il nostro studio suggerisce che il consumo di caffè non è associato ad una diminuzione della steatosi epatica alcolica e non-alcolica

 

Dunque, il caffè allunga la vita?

 

Si, No, Non si sa! Fin quando non verranno effettuati studi scientifici di una certa caratura, o comunque delle revisioni (o meta analisi) della letteratura di riferimento, non è possibile stabilire se ci troviamo dinnanzi all’elisir di lunga vita. Inoltre, la medicina, è una scienza dalle 1000 sfaccettature (Per dire mille).

 

Almeno posso berlo?

 

Certo che si! Previo stop del medico, il classico caffè al giorno puoi assumerlo senza problemi, goditelo con amici/che, fidanzato/a, parenti, insomma con chi vuoi, ma pensare di arrivare a 150 anni……………………………

 

Andrea Romeo

Il tuo metabolismo muscolare? Un po’ come Amazon!

Quanti… di voi… conoscono… Amazon? Su le mani!!!!

 

Troppo facile? 😊 Lo so, lo so!

 

Chi non conosce questo colosso dell’e-commerce! Allora sarai contento di sapere che se conosci Amazon, e sai chiaramente di cosa si occupa, puoi imparare in maniera molto semplice anche cos’è il metabolismo muscolare!

 

Penserai che ci aiuta a migliorare la struttura muscolare e quindi l’estetica, penserai che ci permette di camminare, e così via. Tutto esatto 😊 e ti dirò di più, è fondamentale per la combustione di carboidrati e grassi e, quindi, la produzione d’energia! Sapevi anche questo? Fantastico, sei già ad un buon punto! 😊

 

Chiaramente, quando trascuriamo i muscoli, la loro capacità di metabolizzare carboidrati e grassi, diminuisce in maniera importante.

 

Riesci ad immaginare un magazzino ad un orario di punta ed in pieno regime lavorativo? I muscoli sono esattamente paragonabili ad esso, prodotti che arrivano in continuazione (zuccheri e grassi) che vengono impacchettati e redistribuiti verso nuove località in modo che possano essere riutilizzate.

 

Questo “flusso e riflusso”, riutilizzo e redistribuzione, è ciò che chiamiamo metabolismo. E’ attivo 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, e coinvolge anche il cervello e il cuore.

 

In un super magazzino, quando la domanda aumenta, il ritmo di lavoro deve adeguarsi di conseguenza, giusto?

 

Bene, questo stesso principio di domanda/offerta avviene a livello muscolare. In altre parole, se la richiesta energetica aumenta (Attività fisica), i tuoi muscoli dovranno produrre più energia per soddisfare la domanda

 

A questo punto, entra in gioco la qualità di questi meccanismi muscolari che, tornando al nostro caro magazzino, rappresenta l’insieme di ordine e sistemi.

 

Tra un magazzino in completo disordine ed un magazzino con sistemi d’avanguardia come Amazon, quale dei due pensi sia il migliore? 😊

 

La regola generale per dimagrire, è incrementare il metabolismo a lungo termine, raggiungibile attraverso un allenamento coi pesi, in quanto stimola la crescita muscolare (più è grande la massa muscolare, più sarà alta la richiesta energetica). Non intendiamo dire che l’allenamento aerobico (corsetta) non serva o non abbia effetti (A dire il vero forse un po si 😊)… la miglior strategia è quella di amalgamarli perfettamente, magari sostituendo l’allenamento aerobico con un allenamento intervallato ad alta intensità (HIIT), qualora non fosse controindicato.

 

La prossima volta che trovi su internet articoli che parlano di metodi astro-spaziali e segreti per cambiare vita in meno di 3 secondi, senza una mezza supervisione medica, sappiate che la verità sta dalla parte opposta, e che non esistono segreti! Sicuramente delle metodologie, ma non adatte a tutti!

 

Ecco la verità… “Se comprendi come funzionano i TUOI muscoli, capisci come supportare il TUO metabolismo”……. e sei in grado di scegliere il professionista adatto alle tue esigenze 😊

 

Perchè, parafrasando Andrea Biasci, “Solo chi conosce sceglie, altrimenti crede di scegliere

 

Andrea Romeo

 

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La nostra Identità è nel Cibo!

Tempo di lettura: 3 minuti

 

Siamo ciò che mangiamo” è la nota citazione di Ludwig Feuerbach, estrapolata dalla recensione dello stesso ad un libro sull’alimentazione scritto da Jacob Moleschott (Dell’alimentazione: trattato popolare, 1850).

 

Niente di più vero è stato affermato quasi 200 anni fa, concorderete con me.

 

Infatti il cibo rappresenta le fondamenta della nostra cultura: ad esso sono collegati secoli di storia nei quali gli uomini si sono formati grazie alla caccia, alla pesca, alla semina e ai raccolti.

 

Effettivamente tutto quello che oggigiorno scegliamo, compriamo, cuciniamo e mangiamo è lo specchio della nostra persona, la perfetta proiezione di insegnamenti, abitudini e gusti estremamente soggettivi.

 

Bene, non era difficile spiegare questa definizione, ma ci sono altre considerazioni che meritano la nostra attenzione.

 

Dalla scelta del cibo alla tavola ci sono dei passaggi che presuppongono a loro volta una serie di altri step che spesso non consideriamo.

 

Uno di questi riguarda la nostra salute, sia attuale che futura.

 

Mai come al giorno d’oggi c’è un’attenzione maniacale all’etichetta, alla provenienza, alle calorie, ai principi nutritivi e soprattutto alle intolleranze.

 

Un piano alimentare ben equilibrato e soprattutto adeguato alle esigenze della singola persona è una ricchezza inestimabile, ma spesso lo dimentichiamo.

 

Tutto ciò che ingeriamo infatti, oltre ad essere necessità e sostentamento, deve essere sinonimo di salute e benessere, ruolo fondamentale che abbraccia anche le nostre abitudini.

 

Ciò a cui spesso non facciamo caso è proprio il fatto di possedere tutti gli strumenti per condurre una vita che non rinuncia allo stare bene, dall’alimentazione alle attività sportive.

 

Basterebbe solo prendere coscienza dell’immenso patrimonio salutare che ci è stato tramandato nei secoli e ritornare là dove si stava bene: coltivare i frutti della terra, allevare gli animali in libertà e non negarsi la possibilità di un contatto all’aria aperta con la natura circostante.

 

Scegliere la giusta filosofia di vita renderà il nostro percorso meno impervio, soprattutto per tutelarlo di fronte alle innumerevoli “bugie alimentari” che assorbiamo e compriamo ogni giorno tra gli scaffali delle grandi catene di distribuzione.

 

Micros è il luogo giusto per cominciare ad essere consapevoli.

 

È il Tuo punto di partenza per uno stile di vita sano.

 

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L’alimentazione Post Allenamento negli Sport di Endurance!

Tempo di lettura: 3 minuti

 

Se pensi che per portare le tue performance al massimo tu possa prescindere da una corretta strategia alimentare, mi dispiace dirtelo, ma stai sbagliando tutto!

 

Infatti una corretta nutrizione, con una corretta distribuzione dei macronutrienti, costituisce parte integrante del percorso, affiancandosi ad un corretto allenamento, per migliorare le tue prestazioni e rendere al massimo in gara!

 

Oggi ci concentreremo sulle tue richieste nutrizionali nei momenti immediatamente successivi al tuo allenamento/gara!

 

Per farti capire di cosa hai bisogno ti descriverò in maniera chiara e semplice, cosa succede nel tuo corpo e nel tuo muscolo, durante una pedalata o una corsa di diversi chilometri.

 

Il meccanismo metabolico più attivo durante la tua performance, soprattutto se questa dura più di un’ora, sarà il meccanismo aerobico.

 

Attenzione!

 

Non ti sto dicendo che gli altri meccanismi, come l’anaerobico lattacido, saranno inattivi, ma che in percentuale rappresenteranno una quota minore dell’energia totale fornita al sistema.

 

Il meccanismo aerobico sarà alimentato prevalentemente dai carboidrati e dai grassi.

 

Per cui durante una performance molto lunga il glicogeno, cioè la forma con cui il tuo corpo deposita il glucosio nei tuoi tessuti, verrà consumato ed inevitabilmente il tuo muscolo attingerà dal glucosio che si trova nel torrente ematico.

 

Altro aspetto che è importante considerare è l’aumento del catabolismo delle proteine, in particolar modo delle proteine muscolari!

 

Che significa?

 

Che una quota maggiore di proteine verrà danneggiata e quindi distrutta.

 

Il terzo fattore fondamentale è la perdita di acqua ed elettroliti che avviene durante la tua performance, sia tramite il sudore che tramite la respirazione, anche in rapporto alla temperatura ed al livello di umidità a cui ti alleni.

 

Soffermandoci su queste informazioni che ti ho dato, viene da sé capire quali sono le principali richieste del tuo corpo a questo punto: carboidrati, proteine ed elettroliti.

 

Andiamo alla pratica!

 

Partiamo dai carboidrati: quali e quanti usarne?

 

Ovviamente la quantità è proporzionale alla durata e all’intensità dell’allenamento.

 

Diciamo che di solito stiamo tra gli 0.8 e 1.2 grammi per chilo di peso corporeo.

 

Si dovrebbero preferire fonti di carboidrati a rapido assorbimento, che raggiungano il tuo muscolo più in fretta possibile!

 

Quante e quali proteine?

 

Le proteine dovrebbero essere di buona qualità e a rapido assorbimento: diciamo che 20 grammi di whey, cioè proteine del siero del latte, vanno più che bene.

 

Forniranno gli amminoacidi essenziali per riparare le tue proteine muscolari.

 

Infine reidratati!

 

Puoi utilizzare benissimo delle miscele che trovi facilmente in giro e che ti possono aiutare nel recupero!

 

Quindi in conclusione, cosa assumere dopo un’ora e mezza/due ore di allenamento:

  • Carboidrati a rapido assorbimento: tra gli 0.8 e 1.2 gr/kg di peso
  • Proteine di buona qualità, circa 20 gr
  • Elettroliti e acqua.

 

Scopri i nostri SERVIZI DI NUTRIZIONE per migliorare le tue performance!

 

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L’importanza dello sport nei bambini!

Tempo di lettura: 2 minuti  

 

Si pensa erroneamente che si possa iniziare uno sport in età scolare, in realtà anche i bambini piccoli necessitano di movimento quotidiano.

 

Il principale consiglio per i genitori è di farli divertire senza l’aspettativa di farli diventare dei “fuoriclasse”.

 

Lattanti (0-1 anno)

 

I bambini in questa fascia di età vanno incoraggiati al movimento ed all’esplorazione dell’ambiente circostante, è consigliabile dall’età di 4-5 mesi porli su un tappeto standogli accanto, stimolando vista, tatto ed udito ciò consente di valutare le capacità neuro-motorie.

 

Attività consigliate: tentativi di afferrare giocattoli, rotolare e strisciare sul pavimento.

 

Prima infanzia (1- 3 anni) 

 

In questa età il bambino dovrebbe svolgere almeno 3 ore di movimento al giorno ;un corso di pre -atletica per esempio permetterà al bambino di giocare, muoversi liberamente e correre, in tal modo avrà migliorato lo sviluppo motorio e la coordinazione.

 

Attività consigliate nel quotidiano: salire le scale, limitare l’uso del passeggino, giocare all’aperto.

 

Seconda infanzia (maggiore di 4 anni)

 

A questa età possiamo indirizzarlo verso uno sport più strutturato; il bambino imita tutto ciò che vede, se i genitori sono attivi e praticano uno sport, molto probabilmente farà più movimento e manterrà questa sana abitudine anche da adulto.

 

Attraverso lo sport il bambino socializza e veicola la propria energia verso un obiettivo comune nel caso di uno sport di squadra.

 

Attività consigliate: gioco all’aperto, nuoto, corsa, danza, tennis, calcio.

 

Un aspetto fondamentale dell’attività fisica è l’idratazione: l’acqua è la bevanda per eccellenza.

 

La valutazione delle abitudini alimentari dovrebbe essere effettuata almeno una volta l’anno, sia nel bambino che nell’adolescente, per rilevare eventuali errori dovuti ad eccessi o carenze.

 

Un aspetto rilevante è una corretta ripartizione degli alimenti durante la giornata, ovvero cinque pasti con la seguente distribuzione calorica : 15% colazione, 5% spuntino, 40% pranzo, 10% merenda, 30% cena, evitando così prolungati periodi di digiuno.

 

Saper coinvolgere il bambino nei lavori domestici o nelle attività all’aperto, come una passeggiata al mare o in montagna, permettono al piccolo di esplorare l’ambiente circostante, muoversi liberamente, stimolare le proprietà percettive, olfattive ed uditive con importanti implicazioni di ordine fisico, psicologico ed educativo: il movimento è salute.

 

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CALORIE: Come gestirle?

Caloria è forse da sempre il termine più abusato e temuto in tema di diete.

Su questa linea coesistono due scuole di pensiero: una vede la caloria come l’unità di misura dell’energia, in relazione ai processi metabolici, l’altra invece che tende a distinguere l’uomo da una vera e propria bomba calorimetrica.

Eppure, escludendo tutti i tecnicismi, l’interrogativo che ci ha sempre assillato è: perché, anche se mangio poco, non dimagrisco?

So che l’hai detto, l’hai pensato, e ti sei anche afflitto per non aver trovato una risposta!!!

Io sono qui per chiarire i tuoi punti bui!

Una delle primissime domande che devi porti è: di quante calorie il mio corpo ha bisogno?

Avere un’ idea di qual è il tuo fabbisogno calorico giornaliero è un buon punto di partenza per poter individuare sia il giusto piano alimentare che eventuali problematiche associate al tuo metabolismo.

Per effettuare questo calcolo la cosa sicuramente migliore è quella di rivolgersi ad un professionista, che abbia la strumentazione adatta per poter calcolare in maniera accurata il tuo dispendio energetico.

Una volta conosciuto il tuo metabolismo è opportuno stabilire insieme al professionista la tua composizione corporea: le tecniche più utilizzate sono la bioimpedenziometria e la plicometria.

Solo a questo punto si può cominciare a capire dove sta il problema e trovare risposta alla domanda iniziale.

Il motivo per cui a parità di calorie due persone diverse seguano percorsi opposti, ad esempio una ingrassa ed una dimagrisce, potrebbe risiedere in una diversa composizione corporea o in problemi a livello endocrino ed ormonale.

E ti sorprenderò dicendoti che scendere troppo con le calorie spesso potrebbe essere la scelta più sbagliata che si possa fare!

Se ad esempio sei un individuo con un metabolismo già piuttosto basso, abbassare ulteriormente le calorie potrebbe dare al tuo metabolismo il colpo di grazia e a quel punto dimagrire potrebbe diventare davvero arduo.

E’ per questo motivo, e per tanti altri, che un consulto medico può salvarti da scelte alimentari sbagliate e diete lampo inconcludenti.

Io posso aiutarti a non sbagliare!

Quindi possiamo dire che le calorie contano, ma bisogna riuscire a capire in che modo poi il singolo individuo le gestisca.

Se è vero che una caloria è una caloria, d’altra parte è vero che ognuno di noi ha un corpo diverso ed è proprio sul singolo individuo che il professionista deve intervenire.

I Carboidrati fanno ingrassare?

C’è stato un periodo in cui si pensava che i grassi fossero i principali responsabili dell’accumulo di grasso, negli ultimi anni invece si sta spostando l’attenzione sempre di più sui carboidrati, che se consumati in eccesso vengono trasformati in grassi.

Per non essere schiavi delle mode, ma per seguire ciò che dice la scienza, andiamo ad analizzare se sia effettivamente vero che i carboidrati facciano ingrassare.

Innanzitutto partiamo dal presupposto che nell’accumulo di grasso, il fattore principale non siano né i grassi, né i carboidrati, né tanto meno le proteine, ma bensì il surplus calorico: semplicemente se introduci più calorie di quelle che bruci ingrasserai, indipendentemente da che tipo di alimentazione tu stia seguendo.

Ora dopo aver stabilito il fattore più importante, possiamo parlare se effettivamente i carboidrati facciano ingrassare.

Perché si pensa che i carboidrati possano fare ingrassare?

Questo si pensa perché in effetti nel nostro corpo esistono dei processi biochimici in grado di trasformare i carboidrati in eccesso in grassi.

Inoltre, questi fanno alzare l’insulina, l’ormone anabolico e antilipolitico per eccellenza.

Queste sono le due principali ragioni!

Saranno fondate? 

Per quanto riguarda la prima possiamo dire che il processo biochimico atto a trasformare i carboidrati in grassi sia poco efficace e poco utilizzato dal tuo corpo, che i carboidrati in eccesso preferisce semplicemente bruciarli!

Se parliamo dell’insulina , invece, possiamo dire che ha un importante effetto, ma che questo sia molto evidente ed importante quando insieme ad un’abbondanza di carboidrati, vi sia anche un’abbondanza di grassi.

Quest’ultimi non saranno utilizzati dai tessuti e verranno facilmente accumulati nelle tue cellule del grasso!

Quindi in definitiva cosa possiamo dire?

Che di per se nessun macronutriente fa ingrassare o dimagrire, ma è innanzitutto il totale delle calorie a  decidere verso che senso andremo.

E in secondo luogo che più che altro sarà la contemporanea presenza sia di carboidrati alti che di grassi a favorire il deposito di quest’ultimi, per questo sarebbe meglio non assumere alte dosi sia di carboidrati che di grasso nello stesso pasto o giorno.

Come dico sempre, reputo sempre opportuno, prima di iniziare un qualsiasi percorso alimentare, effettuare un check up completo che comprenda un’ analisi della composizione corporea, un elettrocardiogramma ed esame ecografico tiroide ed addome completo (Fegato, pancreas, colecisti, reni).

Resto sempre a tua completa disposizione per qualsiasi approfondimento!

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