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E-Book “Guida ai valori Ematici”

 

“Fat but Fit”! Obesi ma in salute! Mito o realtà?

Fat but Fit” è una frase utilizzata nei paesi anglosassoni per descrivere un dibattito attivo ormai da oltre un decennio.

 

Ma cosa vuol dire? Di cosa stiamo parlando?

 

Il significato letterale è “Grasso ma in salute”, infatti come detto in precedenza, nell’ultimo decennio, si è sempre affermato che l’obesità non fosse una situazione di gravità estrema se non associata a patologie metaboliche o cardiovascolari esistenti.

 

In altre parole, se sei obeso ma non soffri di diabete di tipo 2, di ipertensione o di colesterolo alto, potresti essere trattato come un normopeso in salute. Peccato che prove crescenti suggeriscono che essere obesi ma in “salute” è comunque un fattore di rischio per la salute futura, indipendentemente dal resto.

 

Abbiamo preso in considerazione due studi in particolare (li trovi tra le referenze), di cui il primo (1) basato su un campione di 18.000 partecipanti provenienti da dieci paesi europei. Tale studio ha rilevato che le persone obese in “salute” hanno un rischio più elevato di sviluppare una patologia coronarica rispetto alle persone sane e normopeso.

 

Il secondo studio (2), invece, ha maggiormente approfondito questo aspetto. Ad oggi, è il più grande studio prospettico effettuato sugli obesi sani. Il campione è di 3,5 milioni di persone, a partire dai 18 anni di età (Gli obesi dovevano essere privi di condizioni patologiche)

 

Rispetto al precedente, è stata analizzata l’associazione tra obesità (in salute) e sviluppo di coronaropatia, ictus, insufficienza cardiaca e malattie vascolari periferiche. Inoltre, durante un periodo di follow-up, si è valutato il mantenimento nel tempo delle condizioni di salute degli obesi sani.

 

Bene! Anzi, male!

 

Durante il periodo di follow-up, il 6% degli obesi sani si è ammalato di diabete, il 12% di dislipidemia e l’11% di ipertensione.

 

Non solo! Rispetto ai normopeso in salute, gli obesi hanno ottenuto un 49% di rischio maggiore di sviluppare malattie coronariche, un 7% maggiore di avere un ictus e, udite udite, il 96% in più di avere un’insufficienza cardiaca.

 

 

Questi risultati, tra l’altro, non hanno correlazione con fattori esterni quali età, sesso, fumo e condizioni socio-economiche, in quanto sono già stati presi in considerazione.

 

Dunque si può essere “Fat but Fit”?

 

No!

 

Certo, un caso su un miliardo potrebbe godere di un codice genetico da Capitan America e vivere fino a 150 anni, ma per il resto possiamo ormai affermare che essere obesi ma in “salute” NON e’ una condizione benigna.

 

Fortunatamente, la ricerca scientifica sta studiando in maniera più approfondita soluzioni mediche tecnologicamente avanzate, come Elipse, (Lo trovi a questo link https://bit.ly/2QBKxoa ) per contrastare, questa patologia.

 

Il tentativo è di mettere a disposizione di tutti, gli strumenti non invasivi per iniziare a vivere una vita più attiva, più sana e più felice

 

Andrea Romeo e Michele Rosa

 

Referenze:

 

(1) Lassale, Camille, et al. “Separate and Combined Associations of Obesity and Metabolic Health with Coronary Heart Disease: a Pan-European Case-Cohort Analysis.” European Heart Journal, vol. 39, no. 5, 2017, pp. 397–406., doi:10.1093/eurheartj/ehx448.

 

(2) Caleyachetty R. et al “Metabolically Healthy Obese and Incident Cardiovascular Disease Events Among 3.5 Million Men and Women.” Journal of the American College of Cardiology, Elsevier, 11 Sept. 2017, www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0735109717390502.

 

 

 

 

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Benefici del trattamento Elipse (palloncino intragastrico) nell’Obesità con Malattie Reumatiche.

Tempo di lettura: 2 minuti

Non è una questione d’estetica. Né rappresenta soltanto un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, il diabete e diverse forme di tumore.

 

L’obesità, condizione che in Italia riguarda un adulto su dieci (il 5% della popolazione), è oggi considerata un fattore di rischio per diverse malattie reumatiche: come l’artrite reumatoide e l’artrosi.

 

L’obiettivo è rafforzare la prevenzione.

 

Correlazione tra i chili in eccesso e articolazioni dolenti

 

Lo stretto legame tra obesità e malattie infiammatorie articolari è dato dal fatto che è ormai evidente l’associazione tra una maggiore incidenza dell’artrite reumatoide, la malattia cronica articolare più frequente, e l’obesità.

 

Diversi studi hanno dimostrato che i pazienti in sovrappeso e obesi soffrono di una forma di artrite reumatoide più aggressiva e resistente alle terapie, compresi i farmaci biotecnologici.

 

La prevenzione parte dalla tavola

 

È importante sottolineare, però, che l’obesità, essendo uno dei pochi fattori di rischio modificabili, può rappresentare un punto di intervento importante per migliorare la condizione del paziente.

 

Alcuni dati preliminari di studi recenti indicano come un calo ponderale, ottenuto attraverso una dieta controllata da un medico dietologo, può portare a un miglioramento sostanziale della malattia.

 

Chi soffre di artrite reumatoide ed è pure obeso mostra sintomi più gravi e una maggiore disabilità: qualunque sia lo stadio della malattia.

 

E la risposta alle terapie risulta inferiore.

 

Studi recentissimi effettuati dal Team Micros, in pazienti obesi trattati con il Palloncino Intragastrico Elipse, hanno messo in evidenza tra i principali benefici legati alla perdita di peso, la riduzione del dolore strettamente legato all’eccesso ponderale, dei parametri di infiammazione sistemica e del numero di articolazioni dolorose, gonfie e tumefatte, riconducibili alla malattia infiammatoria.

 

Si può concludere che curando l’obesità non si fa solo prevenzione ma terapia curativa.

 

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