I limiti esistono…solo nella mente!

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Hai mai visto il video della formica che non riesce ad uscire dal cerchio disegnato a penna?

 

E’ un classico esempio di limite.

 

La loro straordinaria bellezza risiede semplicemente nell’effettiva diversa natura. Esistono infatti limiti oggettivi e limiti soggettivi.

 

In altre parole: “è un limite” o “è un mio limite”? 

 

Dietro questo quesito, che evidenzia una sottilissima ma sostanziale differenza, si nasconde anche uno dei maggiori dilemmi della Scienza dello sport.

 

Cosa rappresenta realmente un limite alla mia performance? La mente o il corpo?

 

Da sempre si pensa che la percezione della fatica sia strettamente relazionata al carburante presente all’interno delle nostre cellule muscolari.

 

Il loro consumo estremo ci impedirebbe, su input del cervello, di proseguire la nostra corsa obbligandoci a fermarci.

 

Negli ultimi anni invece, Samuele Marcora, uno dei più importanti esponenti dello studio di questo fenomeno, ci mostra che, sebbene questo fosse vero, c’è dell’altro.

 

Il suo obiettivo è quello di far capire come fare a proseguire la propria performance nonostante il cervello suggerisca di fermarci.

 

Crede dunque che dietro la percezione della fatica ci sia un fattore prettamente psicologico.

 

Per supportare a pieno questa teoria, sono stati svolti degli esperimenti.  

 

Sono stati convocati alcuni giocatori di rugby e li hanno sottoposti a degli scatti di 5 secondi appena prima e subito dopo aver effettuato un test a resistenza costante.

 

La loro capacità di produrre 700 watt di differenza tra l’ultimo scatto e la fine del test di resistenza (quindi già in stato di potenziale sfinimento) dimostra che il limite è più soggettivo che oggettivo. 

 

Questo esito aprirebbe scenari importanti qualora riuscissimo ad allenare la mente e a percepire meno la fatica a livello psicologico.

 

In definitiva, nello sport, come nella vita, esistono molti limiti soggettivi che possono essere oltrepassati uscendo semplicemente dalla nostra area di comfort o allenandoci con tecniche psicologiche ben precise.

 

I test di laboratorio associati a delle tecniche ad hoc, possono davvero creare un margine differenziale importante tra te e i tuoi avversari, non sottovalutarli!

 

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