Non zuccheratevi il cervello: Crea Dipendenza!

Tempo di lettura: 3 minuti  

 

Che connessione esiste tra il nostro cervello e ciò che mangiamo? 

 

Apparentemente nessuna.  Ma fermiamoci un attimo a pensare.

 

Quanti di noi sfruttano il cibo per soddisfare un bisogno?

 

Quanti perché ne sono dipendenti?

 

Nessuna industria alimentare ci informa sulla gravità zuccherina di un dato prodotto. Eppure il commercio è colmo fino all’inverosimile di questi granelli bianchi e felici.

 

Dalla pasta ai dolci, dai succhi di frutta al cioccolato.

 

Ognuno di noi, ogni giorno ne assume in quantità spropositate, anche oltre il limite consentito.

 

La quantità di zucchero presente nel cibo è inimmaginabile, e molto spesso ciò che può apparentemente sembrare sano, nasconde un esercito armato di piccoli stimoli di dipendenza.

 

Cosa accade quindi nel più remoto antro del nostro cervello?

 

Il sistema di ricompensa aumenta il suo funzionamento con l’ingerimento di alimenti ricchi di zucchero provocando nell’individuo una difficile gestione della fame, cioè viene reso difficoltoso lo smettere di mangiare e al contrario viene incentivata la voglia di ricercare cibi molto zuccherati.

 

Comincia quindi un processo di assuefazione da zucchero che diventa difficoltoso da poter gestire, sia per quanto riguarda i bambini che per gli adulti.

 

Basti pensare alle pubblicità che possiamo guardare in televisione. 

 

Una ricerca effettuata dagli scienziati dell’Oregon Research Institute ha appurato come l’attività del cervello umano sia molto più stimolata da immagini che rimandano a situazioni zuccherine, come gli spot pubblicitari o la visione di cibo durante una passeggiata, rispetto a qualsiasi altra figurazione.

 

Ne deriva che, spesso, la causa di questa dipendenza, è la vulnerabilità, tallone d’Achille di molti individui, e non la pigrizia o la sofferenza come spesso abbiamo pensato.

 

L’ossessione nei confronti dello zucchero è stata addirittura considerata come una malattia genetica, come l’asma, e in quanto tale necessità una presa di coscienza da parte di chi ne soffre.

 

Non avremmo mai potuto immaginare che nel 2018, dopo le droghe e l’alcool, anche un semplice alimento come lo zucchero potesse assestarsi tra i principali rischi per la salute dell’uomo.

 

Cosa possiamo fare per mantenerci a debita distanza e condurre una vita sana? 

 

Occorre: l’autorevolezza di riuscire a gestire e controllare le emozioni correlate alla visione del cibo; la fermezza di non lasciarsi sopraffare da fuorvianti pensieri; la voglia di mantenere sano uno stile di vita.

 

Abbi cura di chi sei e di cosa mangi.

 

Un corpo che sta bene si rispecchia in una mente brillante, stimolata dalla positività e libera da ogni presupposto negativo.

 

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