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Glutammina si o no? Tutto ciò che dovresti sapere

La glutammina è l’amminoacido più abbondante nell’organismo, e gioca un ruolo fondamentale nei processi fisiologici. Il nostro corpo può sintetizzarlo, quindi non si tratta di un amminoacido essenziale.

 

A volte, però, nei soggetti sani, le richieste di Glutammina potrebbero superare la velocità alla quale l’organismo riesce a produrla, giustificandone l’integrazione.

 

Negli anni, è sempre stata utilizzata per trattare persone vittime di ferite gravi, ustioni, o importanti perdite di massa muscolare. [1][14][15][16]

 

Solo recentemente, gli studi sulla glutammina, hanno iniziato a esplorare i suoi effetti sulla composizione corporea, sul recupero muscolare, e sul sistema immunitario. Allora vediamo insieme cosa dice la scienze a riguardo!

 

 

Composizione corporea

 

Se esistono potenziali situazioni che favoriscono la carenza di Glutammina, gli allenamenti estenuanti, potrebbero essere inseriti in questo gruppo?

 

Nel 2018, una meta-analisi (Potentissimo strumento di sintesi dei risultati di molti studi), non ha evidenziato alcun beneficio della glutammina sulla composizione corporea. [3] Sebbene la glutammina è un attivatore indipendente di mTOR [4] (Ma non è il luogo adatto per parlarne), possiamo affermare che le quantità che otteniamo attraverso la normale alimentazione, sono sufficienti. Inoltre, non ha effetti neanche in caso di dieta restrittiva.

 

L’assunzione di glutammina durante l’allenamento, quindi, non migliora la composizione corporea e non migliora la performance. [2][17][18]

 

 

Recupero muscolare

 

La Glutammina, potrebbe invece facilitare il recupero dopo estenuanti sessioni di allenamenti coi pesi?

 

Per rispondere a questa domanda, guardiamo questo grafico dove riporto 4 studi (Anno, Durata, Sesso dei partecipanti, Stile di vita, Dose studiata e risultati ottenuti):

 

 

In sintesi: Gli uomini sportivi, sembrano migliorare il recupero della forza ed avvertire meno dolori e debolezza muscolare. Tuttavia, questi studi sono stati improntati sulle 72 ore, precludendo la possibilità di trarre conclusioni sugli effetti a lungo termine. Gli effetti sulle donne sportive, inoltre, non possono essere discussi a causa di un solo studio presente.

 

 

Sistema Immunitario

 

La glutammina è importante per le cellule del sistema immunitario [5], e l’allenamento coi pesi, riduce i suoi livelli nel sangue aumentando il rischio di contrarre infezioni [6].

 

Tuttavia, sebbene alcuni ricercatori hanno studiato gli effetti della Glutammina sui globuli bianchi, sulle concentrazioni salivari di IgA, ed altri fattori inerenti al sistema immunitario [3] [7] [8] [9], i suoi reali benefici sembrano riguardare l’intestino [10].

 

L’allenamento estenuante favorirebbe l’indebolimento delle giunzioni tra le cellule intestinali, facilitando il passaggio e l’assorbimento di sostanze ed altri agenti. [11] Assumendo Glutammina, questo fenomeno sembrerebbe ridursi [12], correlandosi anche alla diminuzione di tossine e marker infiammatori [13].

 

Quindi, l’integrazione di Glutammina può ridurre le disfunzioni intestinali indotte dall’esercizio fisico, riducendo il rischio di ammalarsi durante un prolungato periodo di allenamenti.

 

 

Conclusioni

 

Non ci sono prove scientifiche che la supplementazione di Glutammina aiuti ad avere una massa muscolare da Mr Olimpia.

 

Esistono prove interessanti sul recupero (da studiare ulteriormente), e prove sul mantenimento della salute intestinale durante i periodi di allenamento prolungato, riducendo il rischio di ammalarsi.

 

In altre parole… Se il tuo obiettivo è avere un fisico da urlo, metti pure le mani su manubri e bilancieri, ma non al portafoglio!

 

Andrea Romeo

 

PS: Questo articolo 📰 non ha avuto l’obiettivo di fornire e/o consigliare dosi e tempi d’assunzione. Ma di fare il primo passo! Sapere per cosa è utile  e per cosa non lo è .

 

Ricorda, l‘assunzione va sempre personalizzata dal medico 👨‍⚕️ a prescindere dagli articoli presenti sul web 😊.

 

Referenze:

Kerksick et al. Journal of the International Society of Sports Nutrition (2018) 15:38

  1. Lacey JM, Wilmore DW. Is glutamine a conditionally essential amino acid? . Nutr Rev. (1990)
  2. Candow DG, et al. Effect of glutamine supplementation combined with resistance training in young adults . Eur J Appl Physiol. (2001)
  3. Ramezani Ahmadi A, et al. The effect of glutamine supplementation on athletic performance, body composition, and immune function: A systematic review and a meta-analysis of clinical trials . Clin Nutr. (2018)
  4. Bernfeld E, et al. Phospholipase D-Dependent mTORC1 Activation by Glutamine . Journal of Biological Chemistry. (2018)
  5. Li P, et al. Amino acids and immune function . Br J Nutr. (2007)
  6. Castell LM. Can glutamine modify the apparent immunodepression observed after prolonged, exhaustive exercise? . Nutrition. (2002)
  7. Krzywkowski K, et al. Effect of glutamine supplementation on exercise-induced changes in lymphocyte function . Am J Physiol Cell Physiol. (2001)
  8. Walsh NP, et al. Effect of oral glutamine supplementation on human neutrophil lipopolysaccharide-stimulated degranulation following prolonged exercise . Int J Sport Nutr Exerc Metab. (2000)
  9. Krzywkowski K, et al. Effect of glutamine and protein supplementation on exercise-induced decreases in salivary IgA . J Appl Physiol (1985). (2001)
  10. Hiscock N, Pedersen BK. Exercise-induced immunodepression- plasma glutamine is not the link . J Appl Physiol (1985). (2002)
  11. Dokladny K, Zuhl MN, Moseley PL. Intestinal epithelial barrier function and tight junction proteins with heat and exercise . J Appl Physiol (1985). (2016)
  12. Pugh JN, et al. Glutamine supplementation reduces markers of intestinal permeability during running in the heat in a dose-dependent manner . Eur J Appl Physiol. (2017)
  13. Zuhl M, et al. The effects of acute oral glutamine supplementation on exercise-induced gastrointestinal permeability and heat shock protein expression in peripheral blood mononuclear cells . Cell Stress Chaperones. (2015)
  14. Kreider RB. Dietary supplements and the promotion of muscle growth with resistance exercise. Sports Med. 1999;27(2):97–110.
  15. Garlick PJ. The role of leucine in the regulation of protein metabolism. J Nutr. 2005;135(6 Suppl):1553S–6S.
  16. Garlick PJ, Grant I. Amino acid infusion increases the sensitivity of muscle protein synthesis in vivo to insulin. Effect of branched-chain amino acids. Biochem J. 1988;254(2):579–84.
  17. Gleeson M. Dosing and efficacy of glutamine supplementation in human exercise and sport training. J Nutr. 2008;138(10):2045S–9S.
  18. Kerksick CM, Rasmussen CJ, Lancaster SL, Magu B, Smith P, Melton C, Greenwood M, Almada AL, Earnest CP, Kreider RB. The effects of protein and amino acid supplementation on performance and training adaptations during ten weeks of resistance training. J Strength Cond Res. 2006;20(3): 643–53.

 

EPILESSIA E SPORT

Troppo spesso lo stigma nei confronti dei soggetti con epilessia determina la loro emarginazione da attività lavorative e sociali, come lo sport.

 

Infatti non troppo tempo fa i pazienti affetti da patologie neurologiche croniche o da sindromi caratterizzate da disturbi cerebrali (come le epilessie) venivano ancora esclusi da ogni tipo di attività fisica; ciò avveniva perché l’ampia eziopatogenesi di queste sindromi e le poche  raccomandazioni per la corretta gestione di questi pazienti in ambito medico sportivo rendeva difficoltoso prevedere, rassicurare e garantire una pratica sportiva sicura.

 

Tuttavia di recente vi è stato un cambio di rotta, infatti le ultime linee guida incoraggiano pazienti con patologie croniche a praticare sport, considerandolo anzi parte integrante del percorso riabilitativo.

 

Ma di cosa sto parlando?

Provo a spiegarlo in maniera semplice..

 

Cos’è l’epilessia?

 

L’Epilessia è un disturbo neurologico cronico, caratterizzato da manifestazioni cliniche parossistiche con ricorrenza imprevedibile e caratterizzati da sintomi e/o segni di disfunzione delle attività cerebrali (le crisi epilettiche).
Le crisi epilettiche possono interessare aree cerebrali ben definite (crisi focali) o sistemi neuronali multifocali o generalizzati (crisi generalizzata).

 

La Diagnosi

 

Per porre diagnosi di epilessia, è necessaria la presenza di almeno due crisi epilettiche non provocate separate da almeno 24 ore.

L’epilessia non può essere diagnosticata senza crisi epilettiche, ma una singola crisi convulsiva non necessariamente è un sintomo di epilessia.

 

Benefici dello Sport

L’Esercizio fisico regolare è in grado di prevenire alcune malattie e migliorare la salute a lungo termine; ciò è vero anche in soggetti affetti da epilessia che praticano un’attività fisica adeguata.

 

I programmi di esercizio possono migliorare la qualità della vita sia in termini fisici che psichici e sociali.

 

Tra gli effetti psicologici si annoverano: aumento dell’autostima, miglioramento dell’efficienza mentale e diminuzione di patologie associate, come depressione ed ansia.

 

Il rilascio della certificazione di idoneità sportiva ai soggetti con epilessia dipende dal tipo di sport praticato.

 

Anzitutto, nonostante la frequenza è solo di poco superiore alla popolazione generale, è necessario valutare l’entità del rischio di eventi traumatici per un atleta epilettico durante lo svolgimento di certi sport (ad esempio il salto con gli sci, l’immersione con le bombole, l’arrampicata ad alta quota, il moto-racing).

 

Un aspetto fondamentale è il concetto che lo sport praticato possa “incrementare il rischio di traumi o rischio di vita” in caso di crisi.

 

Per questo esiste una classificazione degli sport in 3 categorie, in relazione all’entità di rischi per l’atleta e per le altre persone coinvolte nell’attività sportiva:

  • Gruppo 1

nessuno o minimo rischio aggiunto rispetto alle normali attività della vita quotidiana, per questi il medico sportivo può non richiedere il parere dello specialista neurologo di riferimento (sport di squadra a terra, danza, tennis, scherma..).

  • Gruppo 2

rischio moderato, per questi è necessario uno specifico parere dello specialista neurologo e una valutazione in relazione allo sport per il quale viene richiesto (ciclismo, nuoto, sport di contatto, rugby, basket, ginnastica..).

  • Gruppo 3

rischio elevato, previo parere dello specialista neurologo di riferimento la pratica di questi sport è concessa solo in casi eccezionali e da valutare con grande attenzione (tuffi, paracadutismo, sport motoristici, immersioni, alpinismo, surf, aviazione..).

 

Una nota importante va dedicata ai farmaci antiepilettici usati poiché possono avere effetti indesiderati, di cui va fatta opportuna menzione, e porre questioni etiche per gli atleti professionisti; pertanto gli atleti ne devono segnalare l’uso all’autorità sportiva competente.

In conclusione

Lo sport e l’attività fisica hanno effetti positivi neurologici, medici e psicosociali nelle persone con epilessia in quanto possono ridurre la frequenza delle crisi e la depressione associata, mentre aumentano l’autostima, favoriscono la socializzazione, migliorano le funzioni cognitive ed in generale la salute a lungo termine.

Pertanto l’attività fisica sportiva per gli atleti con epilessia deve essere praticata con le dovute raccomandazione al fine di renderla più sicura possibile per la propria incolumità e per quella del pubblico circostante.

 

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Più performanti in… “SIXSECONDS”

Sai che l’Intelligenza emotiva predice il 55% della nostra Performance Individuale?

 

Ecco perché ti proponiamo il quarto Test, dopo quelli di Fisiologia dello Sport, che farà la differenza con la persona che conta di più nelle tue sfide: Te stesso!

 

Il Test di Intelligenza emotiva di Sixseconds, SEI AV/YV, psicometricamente validato e disponibile in 18 lingue diverse, è uno degli strumenti scientifici più all’avanguardia  al mondo per la misurazione dell’Intelligenza emotiva, secondo il modello Sixseconds.

 

Perché è importante?

Più della metà della nostra Efficacia personale dipende dalle competenze Emotive. Non solo, questi studi ci riferiscono dettagli ancora più significativi dicendoci, ad esempio, che avere buoni livelli di Intelligenza Emotiva e quindi di performance significa anche avere ottimi livelli di Efficacia (51.4%), Relazioni (28.6%), Qualità di Vita (38.8%), Benessere (16.9%).

 

Come si può usare?

 

Il SEI è adatto a percorsi di coaching, training e mental training, selezione e crescita personale e professionale. Focalizzato su competenze da sviluppare ed applicare, il test è stato costruito sulla base di dati sperimentali con particolare attenzione allo sviluppo pratico.

 

Disponibile nella versione Adulti (AV) e Adolescenti (YV) per le finalità:

 

  • SPORT: il training fisico, per essere realmente efficace e significativo per il miglioramento della performance, deve essere affiancato ad un training emotivo. Il coach lavorerà quindi ponendo moltissima attenzione agli aspetti emotivi delle squadre e più in specifico dei loro atleti.

 

Il questionario SEI offre quindi supporto alla preparazione di atleti e (se integrato con un coaching individuale o di gruppo) e rappresenta una vero e proprio “attrezzo” di allenamento, innovativo e altamente orientato alla prestazione.

 

  • FORMAZIONE: per strutturare percorsi di sviluppo professionale su tematiche come Leadership, People Management, Gestione dello stress, Gestione delle emozioni.

 

SELEZIONE: per integrare il profilo dei candidati con misurazioni legate alle competenze emotive così da individuare i profili “emotivamente più intelligenti” alle posizioni ricercate. L’Intelligenza Emotiva predice il 55% della performance individuale; inoltre si è rilevato che determinate competenze sono direttamente collegate al successo raggiunto in specifiche attività. Ad esempio, l’ottimismo è un predittore molto importante del successo nella vendita in settori come quello assicurativo (Seligman 1993). In altre attività, il successo è collegato con fattori specifici quali la conoscenza di se stessi, l’empatia, la capacità di navigare le emozioni (Goleman 1999, Salovey 2002, BarOn 2003).

 

Sara Di Tommasi

Performance Coach

Assessor Certificato EQAC-E, Sixseconds

 

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Il tuo metabolismo muscolare? Un po’ come Amazon!

Quanti… di voi… conoscono… Amazon? Su le mani!!!!

 

Troppo facile? 😊 Lo so, lo so!

 

Chi non conosce questo colosso dell’e-commerce! Allora sarai contento di sapere che se conosci Amazon, e sai chiaramente di cosa si occupa, puoi imparare in maniera molto semplice anche cos’è il metabolismo muscolare!

 

Penserai che ci aiuta a migliorare la struttura muscolare e quindi l’estetica, penserai che ci permette di camminare, e così via. Tutto esatto 😊 e ti dirò di più, è fondamentale per la combustione di carboidrati e grassi e, quindi, la produzione d’energia! Sapevi anche questo? Fantastico, sei già ad un buon punto! 😊

 

Chiaramente, quando trascuriamo i muscoli, la loro capacità di metabolizzare carboidrati e grassi, diminuisce in maniera importante.

 

Riesci ad immaginare un magazzino ad un orario di punta ed in pieno regime lavorativo? I muscoli sono esattamente paragonabili ad esso, prodotti che arrivano in continuazione (zuccheri e grassi) che vengono impacchettati e redistribuiti verso nuove località in modo che possano essere riutilizzate.

 

Questo “flusso e riflusso”, riutilizzo e redistribuzione, è ciò che chiamiamo metabolismo. E’ attivo 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, e coinvolge anche il cervello e il cuore.

 

In un super magazzino, quando la domanda aumenta, il ritmo di lavoro deve adeguarsi di conseguenza, giusto?

 

Bene, questo stesso principio di domanda/offerta avviene a livello muscolare. In altre parole, se la richiesta energetica aumenta (Attività fisica), i tuoi muscoli dovranno produrre più energia per soddisfare la domanda

 

A questo punto, entra in gioco la qualità di questi meccanismi muscolari che, tornando al nostro caro magazzino, rappresenta l’insieme di ordine e sistemi.

 

Tra un magazzino in completo disordine ed un magazzino con sistemi d’avanguardia come Amazon, quale dei due pensi sia il migliore? 😊

 

La regola generale per dimagrire, è incrementare il metabolismo a lungo termine, raggiungibile attraverso un allenamento coi pesi, in quanto stimola la crescita muscolare (più è grande la massa muscolare, più sarà alta la richiesta energetica). Non intendiamo dire che l’allenamento aerobico (corsetta) non serva o non abbia effetti (A dire il vero forse un po si 😊)… la miglior strategia è quella di amalgamarli perfettamente, magari sostituendo l’allenamento aerobico con un allenamento intervallato ad alta intensità (HIIT), qualora non fosse controindicato.

 

La prossima volta che trovi su internet articoli che parlano di metodi astro-spaziali e segreti per cambiare vita in meno di 3 secondi, senza una mezza supervisione medica, sappiate che la verità sta dalla parte opposta, e che non esistono segreti! Sicuramente delle metodologie, ma non adatte a tutti!

 

Ecco la verità… “Se comprendi come funzionano i TUOI muscoli, capisci come supportare il TUO metabolismo”……. e sei in grado di scegliere il professionista adatto alle tue esigenze 😊

 

Perchè, parafrasando Andrea Biasci, “Solo chi conosce sceglie, altrimenti crede di scegliere

 

Andrea Romeo

 

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Diabete e Sport: Amici o Nemici?

Tempo di lettura: 3 minuti

 

Diabete e sport… Un argomento molto dibattuto nel passato, ma che oggi lancia una risposta abbastanza chiara… Praticare uno sport, qualunque esso sia, è vivamente consigliato a chi ha il diabete, ma prima è sempre meglio fare una visita medica di controllo.

 

Quali sono i benefici?

 

L’attività fisica, combinata ad una corretta alimentazione ed ai trattamenti farmacologici, permetterà di mantenere sotto controllo il diabete.

 

Praticare attività sportiva vi consentirà non solo di mantenere sotto controllo la glicemia, ma anche di aumentare il senso di benessere psicofisico.

 

Si consiglia quindi di scegliere attività divertenti e da fare in compagnia, poiché possono spingervi a porvi degli obiettivi raggiungibili e verificabili.

 

Lo sport, si sa, è molto importante perché:

  • Aiuta il fisico a mantenersi in forma e con il giusto peso
  • Aiuta a mantenere basse la frequenza cardiaca e la pressione
  • Rinforza la muscolatura
  • Concorre a contrastare la depressione, rinforzando l’autostima e aumentando l’energia
  • Aiuta a mantenere la glicemia a livelli più vicini alla normalità, sia durante che dopo l’attività fisica

 

Tuttavia è necessario sottolineare che ogni organismo reagisce in modo differente all’attività fisica, è pertanto fondamentale per le persone con diabete che fanno uso di insulina o di farmaci secretagoghi controllare i valori di glicemia per valutare come il proprio organismo risponde all’esercizio fisico e, soprattutto, per evitare le ipoglicemie.

 

A tal proposito è indispensabile mettere a punto con il proprio Diabetologo eventuali variazioni di dosaggio.

 

Prima di intraprendere qualsiasi programma di attività fisica è necessario fare una visita di controllo dal proprio Medico, soprattutto se si ha il diabete.

 

Quale sport può fare al caso tuo?

 

Sono particolarmente indicati gli sport aerobici poiché contribuiscono a bruciare calorie, a migliorare il controllo del glucosio e la funzionalità dell’apparato cardiocircolatorio.

 

È buona norma iniziare gradualmente con un’attività fisica moderata e di breve durata così che l’organismo si abitui e progressivamente si potranno allungare i tempi e l’impegno fisico.

 

Sono generalmente sconsigliati gli sport di contatto (pugilato, lotta libera, arti marziali da combattimento), gli sport motoristici (automobilismo, motociclismo) e gli sport che si svolgono in ambienti pericolosi (attività subacquee con uso di respiratore, alpinismo, paracadutismo).

 

Tuttavia, sono comunque praticabili con la dovuta preparazione atletica ed un ottimale controllo metabolico da parte di un Team Medico specializzato.

 

Consigli pratici:

  • Misura la glicemia prima e dopo l’attività fisica (se ti viene il dubbio che sia diminuita troppo rapidamente misurala più frequentemente anche a distanza di diverse ore dal termine dell’attività).
  • Sii sempre muniti di un documento di riconoscimento che attesti la condizione di diabete ed una lista di numeri d’emergenza.
  • Evita la disidratazione: avere sempre a disposizione acqua e bevande reidratanti soprattutto se l’allenamento è prolungato, si suda molto o fa molto caldo.
  • Contrasta un’eventuale crisi ipoglicemica: se la glicemia prima dell’esercizio è <100 mg/dl assumere carboidrati ed attendere che tali valori aumentino, tenere sempre a portata di mano bibite zuccherate e caramelle durante l’esercizio.
  • Utilizza abbigliamento comodo e traspirante, scarpe adeguate (ben ammortizzate, non troppo strette e con pochi elementi di sfregatura) così da evitare lesioni e vesciche che eventualmente devono essere prontamente medicate.

 

Avere il diabete al giorno d’oggi non rappresenta più un limite insormontabile per svolgere le normali attività quotidiane, come l’attività sportiva.

 

Rivolgersi ad un Team Medico sportivo qualificato, come noi di Micros, può permetterti di intraprendere un percorso sportivo senza incedere in errori o pericoli e arrivare anche ad altissimi livelli!

 

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